Come sei

Hey girls, hey boys, Superstar DJ's, Here we go!
La sala è gremita. Brusio, rumori e gente che aspetta.
Il palco è vuoto, l'occhio di bue illumina un microfono che svetta solitario e nero contro la luce bianca e asettica.
Aspettano. Aspettano e osservano il palco con lo sguardo fisso, in attesa che sbuchi qualcosa dalle quinte.
E quel qualcosa, sono io.
Francine.
Vivo cantando le mie storie al suono della mia chitarra, spingendomi con i miei stivali e il mio fido morello in quelle terre oltre la frontiera e in quelle in cui il Mondo non è andato avanti, con il plettro al collo e tanta voglia di raccontare, raccontare, raccontare.
Le mie corde sono la lingua italiana, la buona scrittura mi fa da accordo e la continua ricerca della perfezione è il mio demone.
Sono una creatura senza tempo conosciuta con molti nomi, secondo la lingua dei paesi che ho visitato, ma, alla fine, essi riportano tutti a me.
A Francine.
Francine che imbraccia la chitarra e sale sul palco.
Lo spettacolo ha inizio.
Avete pagato il biglietto?

I commenti

QueenCrimson in Touch faith!
QueenCrimson in 16/06/2009
Elentari77 in Sorpresa!-8
GoldFrancine in Sorpresa!-8
Sen in Sorpresa!-8
QueenCrimson in 16/06/2009
GoldFrancine in 16/06/2009
QueenCrimson in 16/06/2009
GoldFrancine in 16/06/2009
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Oh my dog


Oh my dog

Oh Long John

Oh Long Johnson

Oh Don Piano

Why I eyes ya

All the live long day



Autore: GoldFrancine | Data: lunedì, 02 febbraio 2009, 11:20 | fuffa, televisione, leggende, youtube, stranezze stranissime
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Atto secondo

«Tetsuya! Come la spieghi questa multa? Un fantastilione di yen?! Ma sei impazzito?!», urlò un Kabuto paonazzo, con la vena sulla tempia buona che rischiava di scoppiare da un minuto all'altro.

« Lo so, dottore, andavo un po' forte...», si scusò Tetsuya facendo spallucce.

« Un po' forte? Solo?», gridò ancora Kabuto sventolando la multa proprio sotto il naso del suo pupillo.

« Beh, sì, ho infranto il limite di velocità....», iniziò lui con la propria apologia.

« Dieci volte tanto...», lo corresse Kabuto.

« ... ma stavo alle costole del nemico, mica potevo alzare il piede dall'accelleratore, no? Se le cose stanno così, nessun problema. Vorrà dire che la prossima volta...»

« Non dire assurdità. Pagherà la Fortezza delle Scienze, come sempre...», ed era proprio la frase che Tetsuya si aspettava che dicesse lo scienziato un po' pazzo che l'aveva cresciuto. A ripensarci, che rabbia! La Marchesa Yanus era ad un passo, questione di centimetri e avrebbe potuto acciuffarla e farla cantare, e farle sputare a calci l'ubicazione della base dei Micenei, i loro piani di conquista del Giappone, le loro dotazioni... « ma dovrai rifare l'esame per la patente...»

«Eh?», disse Tetsuya cadendo dal pero.

« Hai capito bene. Ti hanno sospeso la patente. Mica potevano lasciar correre e basta. Va bene che sei un eroe, ma anche gli eroi...»

« Ma per pilotare il Grande Mazinga non serve la patente...», obiettò il ragazzo aggrottando le sopracciglia.

« Questo lo credi tu.», disse Kabuto ripiegando la multa. Sembrava più calmo, adesso, come se avesse in qualche modo attutito la botta. O avesse in mente un sistema per condividere con lui il fardello. « Hai dimenticato che hai dovuto prendere un brevetto speciale per poter anche solo salire sul Brain Condor?»

Tetsuya sbiancò.

« Vuol... vuol dire che dovrò ripetere l'addestramento tutto daccapo?!»

Kabuto non rispose. Si limitò a sorridere e per Tetsuya si spalancò l'inferno. Atto secondo.


Ispirato da un bellissimo disegno di Eva. Lo trovate qui.





Autore: GoldFrancine | Data: mercoledì, 20 agosto 2008, 00:30 | televisione, nagai, tetsuya
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Destra, sinistra, sinistra, destra

Ci sono cose che ti restano dentro per anni. Cose che, quando si affacciano sul tuo percorso, ed in genere puoi avere due reazioni: le ami da subito, o le odi da subito.

Tuttavia, esiste una terza opzione in un mondo fatto di scale di grigi: la neutralità. Lì per lì snobbi queste cose, oppure le osservi come se, in realtà, non t'interesassero. Ti restano indifferenti, letteralmente: se ci sono, o non ci sono, per te non ha alcuna importanza. Non cambia niente. Ebbene, sono queste le cose che mettono radici dentro di te, e che tu ti porti dietro senza nemmeno renderti conto dei semi che hanno attecchito profondamente nella tua anima.

E quando, alla fine, la pianta germoglia (perché fosse anche l'ultimo giorno della tua vita, ma puoi giocartici la testa che germoglia) rompe gli argini che la contenevano e ti ritrovi a chiederti:" ma per tutto questo tempo possibile che non me ne sia accorta?".

Possibile, possibile.

È bastato l'incontro con un signore un po' agé e la visione di alcune immagini perché dentro di me si aprisse una breccia, che piano piano, giorno dopo giorno, pezzetto dopo pezzetto è esplosa con un crollo simile a quello del Vajont.

Sto parlando di Ace wo nerae!, da noi Jenny la tennista. Quando uscì avrò avuto sei, sette anni al massimo, e mi fermavo a guardare solo il viso adulto e allungato del bellissimo Jeremy, l'allenatore di Jenny. Poi, l'oblio, ed un "Ah, ma mi ricordo che..." pensato alla fine degli anni '80 quando Bim Bum Bam fece un copia e incolla mostruoso delle prime due serie con gli OAV del 1988. In pratica, la storia di Jenny era riproposta due volte, la prima con una grafica un po' flashata (ma tanto, eh) ed un tratto essenziale; la seconda con uno stile pieno, più rotondo e dai volumi definiti.

Ma la storia di Jenny/Hiromi, il cui potenziale latente è tirato fuori dall'allenatore Jeremy/Jin che ha l'occhio lungo in queste cose, non mi ha mai lasciato niente dentro ( a parte il fenomenale servizio di Madame Butterfly e dei suoi boccoli dorati *_____________* ). L'ho sempre trovata simile a molte altre storie a sfondo sportivo, fatte di sangue, sudore e sacrificio per arrivare in vetta. [Sacrosanta verità, in tutti i campi.]

Infatti, quando terminò la ristampa di Versailles no bara, non acquistai il manga di Jenny. Sì, ero - e sono - contenta che si ripeschino storie degli anni '70 dopo l'invasione anni '80 e '90 dell'ultimo periodo, ma non avrei speso i miei soldini per la storia di una tennista.

E invece, dopo l'esibizione di Nico Fidenco a Lucca, la breccia si è pian piano aperta. Ed ecco che nella mia testa ha iniziato a farsi strada un pensiero: quasi quasi, mi faccio tutta la serie di Jenny... quanti numeri sarano?

Ma tra il dire e il fare, spesso c'è di mezzo il mare; mare che nel mio caso è un oceano di impegni che mi porta via tempo e fatica. Jenny rischiava di diventare uno dei tanti progetti abbozzati e mai conclusi che occupano spazio in libreria.

E invece, sabato scorso, mentre spulciavo in una libreria/fumetteria che commercia anche libri usati, alla ricerca di "Molto dopo mezzanotte" di Ray Bradbury, trovo un pacco in offerta: diciassette volumetti di Jenny, appunto, alla modica cifra di venti euro. Non ci ho pensato su due volte. Ed è iniziata la dipendenza. Mi sono fatta fuori diciassette volumi in meno di due giorni. E adesso ne voglio ancora. Ancora.

Ho rivalutato moltissimo la Butterfly ed ammirato la sua caduta e la sua arroganza punite, e la sua maturazione psicologica che me l'hanno fatta apprezzare di nuovo; Ranko e il suo amore per il fratello (così si fa! Fino in fondo, cazzo!); Todo, Chiba e Ozaki; Horiki e la sua caduta.

E poi lui, Jin Munakata.

L'uomo che mi ha fatto ricordare che, tanti e tanti anni fa c'era una ragazzina a cui sarebbe piaciuto prendere in mano una racchetta e provare a giocare a tennis. Ragazina che poi ha incontrato la pallavolo e che è stata stregata da un'altra palla e da un'altra rete, ben più alta.

Perché consiglio questo manga?

In primis, perché è una storia degli anni '70, ma assolutamente fruibile e godibile anche a distanza di 33 anni. La psicologia dei eprsonaggi è ben dleineta, la documentazione alla abse c'è ed è porta in maniera non pedante e/o saccente; non è una zavorra che rallenta la lettura, ma crea un effetto tridimensionale che ancora i protagonisti nel continuum temporale.

In secundis,perché la protagonista diventa un asso del tennis a costo di sangue e sudore, e se nell'anime ciò avveniva con una certa rapidità, sulla carta inchiostrata non è lo stesso. Hiromi cade, si sfianca, perde, ma quando c'è d atirare fuori la grinta lo fa. E azzanna l'aversario.

L'unica pcca è che i personaggi decidono di annientarsi, quasi, per aiutare Hiromi. Ranko, Butterfly, Todo, lo stesso Munakata...  vero che davanti ad un vero asso ci si sente in dovere, quasi, di spianargli la strada il più possibile, ma questo non aiuta a rendere più simpatica una ragazza un po' piagnucolona.


Se avete posto in libreria, vi consiglio assolutamente questo titolo, con i suoi corpi esili e salnciati e gli occhi grandi e dalle folte ciglia (lo stile che preferisco!). Non ve ne pentirete.



Lui? Oh, lui è Takayuki Todo/Teddy Reinolds nella serie degli OAV del 1988. Grazioso, né?



Autore: GoldFrancine | Data: mercoledì, 21 novembre 2007, 09:05 | manga, televisione, so 80s
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Ho visto cose...

...che voi umani non potreste immaginare...


(No, quello era un'altra cosa)


Ricominciamo: Lucca 2007. Quest'anno,a  differenza dello scorso, decidiamo di andarci di venerdì e non di sabato, a) per trovare qualcosa negli stand (eh, eh, eh...) e b) per non trovarci sommersi da veri personaggi di sconosciuti videogiochi/giochi di ruolo/anime pacchiani eccetera, eccetera.


Purtroppo, sappiamo che il meglio del meglio delle prewiev e dei concerti ce lo perderemo, ma - ci chiediamo- cos'è meglio? Farci ore di macchina per tornare indietro con qualcosa di succulento, oppure per starcene un paio d'ore impalati a vedere delle gente che suona sul palco o che sfila per la gara dei cosplayers( anche se l'Actarus dello scorso anno era davvero figo!)?


Optiamo per la prima possibilità. Quindi, in macchina di buon'ora ( mezzogiorno) ci affacciamo alla fiera di Lucca verso le tre meno qualcosa. Biglietto e braccialetto ce ne andiamo a zonzo per i padiglioni, fino a quando, con le buste piene di acquisti ( e un po' di madonne per la brevità della mostra su Corto Maltese)  non decidiamo di tornarcene a casetta bel belli. Ed è in quel momento che il ranger che dorme nella mia dolce metà si desta, appizza le orecchie (termine scientifico) e indica lo spazio del palco asserendo: "questo è Nico Fidenco".


"Ma no- ribatto io- Ti pare che Nico Fidenco viene a cantare Bem a Lucca, lui che ancora è legato al Granello di sabbia?"


Ma sì, ma no, ma sì, ma no, decidiamo di andare a vedere, tanto dovevamo comunque passare di lì per tornare alla macchina. Ed aveva ragione lui. Sul palco c'era proprio Nico Fidenco che cantava Hela Supergirl.


Scatta il coro. Nico termina la canzone e se ne esce con un discorso senza molto senso. Poi è la volta di Arnold ( ridete, ma alla prima festa cui ho partecipato c'era anche questo disco! ^_^), con gli ultratrentenni ( e le neo-trentenni con la memoria da elefante come la sottoscritta) che canticchiavano "Arnold, Arnold, sempre nei guai. Una ne pensi, cento ne fai".


Jane e Micchi, che probabilmente si ricordava solo la sottoscritta e altre due anime derelitte, segue a ruota il ragazzino pestifero, e ancora regge il palco.


Altro deliquio senza scopo, scatta il momento - ghraditissimo- di Jenny la tennista e Nico decide che è l'ora della verità: ci spiega cosa cazzo sia 'sta benedetta 'legge del fil di ferro'.

"Ho pensato che chi cantava stesse assistendo ad una partita di tennis, e a furia di andare da una parte all'altra del campo per seguire la pallina, ad un certo punto la testa si staccasse. Come il filo di ferro." e via a cantare Jeremy & Jenny mentre alle sue spalle scorrono le immagini del cartone ( e io a chiedermi perché lei non scegliesse quel figo di Jeremy invece che perdere tempo appresso a Teddy).


Ed è allora che scatta la magagna. Nico non si ricorda una beneamata sega. Non conta. Non sa quando deve attaccare a cantare. Legge delle parole come se fosse la prima volta che se le trova davanti ( ma prepararsi no?).  Il fondo si tocca con Sam, ragazzo del west. A sua discolpa, va detto che questa canzone ha gli attacchi non facilissimi, che il ritmo cambia un paio di volte e che contare non è proprio nelle corde di Nico: tuttavia, sono molti i pezzi in cui mugugna le parole scritte, da la colpa a chi gli ha stampato quei fogli, e chiede scusa al pubblico, incolpando terze persone.


Bem, il mostro umano, pare sia già stata eseguita, cita in continuazione sua figlia Guendalina, e si avvia al gran finale con Cyborg, i nove supermagnifici che esegue discretamente. Ma, sul finale, mentre la gente lascia il piazzale dopo due ore delle sue canzoni, scatta la follia. Il povero Nico intona da solo Legata ad un granello di sabbia.

Ed io ho il ricordo di noi che ce ne andiamo via di schiena  la sua voce che ci rincorre per le strade strette della città.


Lampi e tuoni di furore.

Ma è in macchina che il mio cervellino (invece di pensare a Cesare di Fuyumi Souryo, ai dvd che la mia dolce metà mi ha regalato, al posto da trovare per i volumi di Ace o Nerae, che mi procurerò al più presto, o alla questione se valga la pena o no di prendere Le Chevalier d'Eon [ mi sono un po' rotta le balle delle serie bignami ], invece di pensare  a cose serie, dicevo...) inizia a massacrare neuroni circa una frase detta da Nico sul palco.

"Eh, di sigle ne ho fatte tredici, più i telefilm..."


Tredici? Ora, anche contando, io non arrivo che a nove:

*Bem;

*Cyborg, i nove supermagnifici;

*Jenny la tennista;

*Jane e Micchi;

*Hela supergirl;

*Don Chuck Castoro ( una e due);

*Sam, ragazzo del west;

*Microsuperman; ( ammazzate Mamezo!!)

*Fantasupermegaultra;


 


Cosa manca????


Aiuto!!


 



Autore: GoldFrancine | Data: lunedì, 05 novembre 2007, 22:30 | fuffa, canzoni, televisione, leggende, so 80s
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Illuminazione

A volte mi chiedo chi me l'abbia fatto fare di cambiare corso di Laurea, di lasciar perdere gli amici nippigiappi (che leggono una parola in un modo o nell'altro a seconda di dati stabili come il livello d'umidità nella regione del Kansai) per scegliere una masnada di pazzi furiosi che amavano descrivere quanto fosse figo saltare in sella ad un cavallo e menare fendenti a destra e a manca nella speranza a) di prendere, prima o poi, qualcuno più piccolo di loro o anche solo meno incazzoso degli altri; e b) che la donna amata, rigorosamente di un altro, si decidesse a condere i propri favori.

Così, mentre oggi tentavo di venire a patti con il mio demone, la mia Musa e la volontà di scrivere un paragrafo, almeno, della Tesi come Dio comanda, mi sono fermata, ho fatto sfollare un po' di rompiballe dal mio cervello e mi sono riletta il pezzo di Szabò (un nome, un programma) su cui sto lavorando insieme ad altri settecentottanta. E mi sono chiesta chi diamine glielo facesse fare ai cavalieri medievali di girare di torneo in torneo per sfidare a colpi di lancia l'avversaio.


Poi è apparsa Lei sul mio sentiero...



 


(Non fa male, non fa male, non fa male...)



Autore: GoldFrancine | Data: giovedì, 25 ottobre 2007, 21:46 | televisione, studium urbis
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Lemming&Dentisti

Ok. Ok. O.K.




Che io abbia problemi con questo tipo di... creature? (Dio, sono talmente stupide che non riescoa  definirle appieno!), è cosa nota. C'ho provato. Ho provato a comprendere che queste... bestiole si tuffano a capofitto nel mare freddo della Norvegia e nuotano, nuotano, nuotano fino alle coste del Canada per riprodursi. Ora, pare che il cosiddetto 'suicidio di massa' sia solo una panzana bella e buona. Secondo wikipedia, i lemming effettuano sì grandi migrazioni per riprodursi, ma non c'è  alcun fondamento scientifico alle migrazioni in acqua.




Che sia vero, o meno, a me i lemming stanno riccamente sulle scatole come i cricieti. Sì, saranno anche carini, graziosi e morbidosi, ma trovo che i roditori siano tra le bestie più nervose e snervanti che il buon Dio ci abbia mai regalato. Come se fossero delle bestie create apposta per rompere i coglioni, simpatiche come un mal di denti il 15 di Agosto ed un dentista sadico con velleità alla Mengele.




E a dirla tutta, a me stanno sulle scatole anche i dentisti. Tu soffri come un cane e paghi cifre assurde per i loro trattamenti e loro? Oh, loro ti guardano schifati e sentenziano:"C'è una carie... E una qua, e una qua, e una qua..."



Beh, grazie al cazzo, lo so da me che ho una carie, altrimenti non mi starei rotolando a terra dal dolore nel tuo studio che puzza di sterilizzante per ferri chirugici!



Li odio! Odio.




Ma tutto questo era solo ieri.




Ieri, fino a poco prima di veder la luce, io la pensavo così. Adesso... adesso, invece, mi hanno mostrato che c'è speranza, per i lemming e per i dentisti.




Loro han mostrao la Luce a me, e io la mostro a voi.




Et voilà!



 


 



Autore: GoldFrancine | Data: lunedì, 08 ottobre 2007, 09:40 | fuffa, televisione
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Ryoma

Fresca fresca dalle manine sante di Black Getter:



Non è splendidamente folle?



Autore: GoldFrancine | Data: mercoledì, 19 settembre 2007, 20:40 | televisione, nagai
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Ragazzina, ragazzina...

 Chi è più buono ha il cuore più leggero.




 




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Autore: GoldFrancine | Data: sabato, 11 agosto 2007, 15:50 | canzoni, televisione, so 80s
Quanti commenti (6) ci sono?



About the robots

Il Quesito che attanaglia molti fan di Duke Fleed:







E infine, la rivincita di Garada K7.











Trovate tutto ( e altro) qui.








Enjoy!!



Autore: GoldFrancine | Data: venerdì, 25 maggio 2007, 00:55 | televisione, comics, nagai
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Eravamo cinque amici al pub...

... e novellando del nostro buon tempo, questo è l'apice di ciò che siam riusciti a ricordare.

Un mito per la nostra generazione.

Un cantante dark che la scena new wawe internazionale ci invidia.

Di chi sto parlando?


 



(il filmato non l'ho messo io on-line, bensì otrocalpe. Per qualsiasi cosa, io son qui).


 


 



Autore: GoldFrancine | Data: lunedì, 12 marzo 2007, 23:31 | varie ed eventuali, fuffa, canzoni, televisione, la mamma dei cretini
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