Come sei

Hey girls, hey boys, Superstar DJ's, Here we go!
La sala è gremita. Brusio, rumori e gente che aspetta.
Il palco è vuoto, l'occhio di bue illumina un microfono che svetta solitario e nero contro la luce bianca e asettica.
Aspettano. Aspettano e osservano il palco con lo sguardo fisso, in attesa che sbuchi qualcosa dalle quinte.
E quel qualcosa, sono io.
Francine.
Vivo cantando le mie storie al suono della mia chitarra, spingendomi con i miei stivali e il mio fido morello in quelle terre oltre la frontiera e in quelle in cui il Mondo non è andato avanti, con il plettro al collo e tanta voglia di raccontare, raccontare, raccontare.
Le mie corde sono la lingua italiana, la buona scrittura mi fa da accordo e la continua ricerca della perfezione è il mio demone.
Sono una creatura senza tempo conosciuta con molti nomi, secondo la lingua dei paesi che ho visitato, ma, alla fine, essi riportano tutti a me.
A Francine.
Francine che imbraccia la chitarra e sale sul palco.
Lo spettacolo ha inizio.
Avete pagato il biglietto?

I commenti

QueenCrimson in Touch faith!
QueenCrimson in 16/06/2009
Elentari77 in Sorpresa!-8
GoldFrancine in Sorpresa!-8
Sen in Sorpresa!-8
QueenCrimson in 16/06/2009
GoldFrancine in 16/06/2009
QueenCrimson in 16/06/2009
GoldFrancine in 16/06/2009
GoldFrancine in Scene da un matrimon...

Amo

Il mio fidanzato.
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La letteratura medievale.
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La musica.
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Gli stupidi.
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Music

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Cavalieri, a me!

Buonasera a tutti voi.

Sto facendo una ricerca per un sondaggio da allegare alla mia tesi di Laurea. Ho bisogno del vostro aiuto.

Vorreste sottoporvi ad un piccolo esperimento?

Il candidato dovrà fornirmi la risposta a tre quesiti, ed indicare età, titolo di studio ed area geografica di provenienza (provincia di Massa, Roma, Milano città, ecc...). Questi ultimi dati sono assolutamente indispensabili per sviluppare l'identikit del campione preso in esame; non me ne vogliate, mi occorrono a fini esclusivamente statistici.

 

Le Domande a cui rispondere, qualora foste interessati (tranquilli non è un obbligo) sono le seguenti:

1) Qual è il primo nome che vi sentite di fare pensando ai cavalieri della Tavola Rotonda?  


2)Qual è l'episodio che legate di più al nome fatto sopra?


3) Motivate la scelta per il personaggio da voi citato


Le risposte potranno giungere sia in forma privata come p.m., sia come risposta pubblica all'interno di questa discussione. In quest'ultimo caso, vi prego di non sentirvi in imbarazzo qualora vi accorgeste che il personaggio che vorreste citare è già stato tirato in ballo da altri. Siate onesti e dite il primo nome che vi viene in mente, anche se altri lo hanno già citato.

Nel ringraziarvi immensamente per la cortese attenzione, vi auguro una serena buonanotte.



Autore: GoldFrancine | Data: venerdì, 23 novembre 2007, 18:20 | leggende, studium urbis
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Illuminazione

A volte mi chiedo chi me l'abbia fatto fare di cambiare corso di Laurea, di lasciar perdere gli amici nippigiappi (che leggono una parola in un modo o nell'altro a seconda di dati stabili come il livello d'umidità nella regione del Kansai) per scegliere una masnada di pazzi furiosi che amavano descrivere quanto fosse figo saltare in sella ad un cavallo e menare fendenti a destra e a manca nella speranza a) di prendere, prima o poi, qualcuno più piccolo di loro o anche solo meno incazzoso degli altri; e b) che la donna amata, rigorosamente di un altro, si decidesse a condere i propri favori.

Così, mentre oggi tentavo di venire a patti con il mio demone, la mia Musa e la volontà di scrivere un paragrafo, almeno, della Tesi come Dio comanda, mi sono fermata, ho fatto sfollare un po' di rompiballe dal mio cervello e mi sono riletta il pezzo di Szabò (un nome, un programma) su cui sto lavorando insieme ad altri settecentottanta. E mi sono chiesta chi diamine glielo facesse fare ai cavalieri medievali di girare di torneo in torneo per sfidare a colpi di lancia l'avversaio.


Poi è apparsa Lei sul mio sentiero...



 


(Non fa male, non fa male, non fa male...)



Autore: GoldFrancine | Data: giovedì, 25 ottobre 2007, 21:46 | televisione, studium urbis
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Il lupo di Gubbio

Come alcuni di voi sapranno, sto preparando seriamente la tesi.

"Ancora?!", diranno le malelingue che, non si sa perché, bazzicano da queste parti. Stavolta pare sia tutto vero, non ci credo neppure io, ma sono due mesi che mi sto rincitrullendo appresso ai cavalieri medievali e ai tornei. E tra i tanti volumi/fotocopie/dispense/articoli che sto spulciando, c'è un testo geniale di Franco Cardini, "Alle radici della cavalleria medievale" che consiglio caldamente a tutti coloro che vogliono saperne di più su questi uomini che avevano fatto la propria ragione di vita del mestiere delle armi.

È un testo molto completo che dà annotazioni di vario genere, specie per quel che riguarda le popolazioni provenienti dal freddo Settentrione. Una miniera d'oro per me, che sto annotando certosinamente anche quegli spunti che mi serviranno, poi, per un domani. Se tutto va come dovrebbe, scriverò personalmente al Professore un telegramma in cui ammetterò: "avevate ragione! La Tesi è un metodo, non una ricerca fine a se stessa!".

Ma adesso concentriamoci sul hic et nunc, o parto per la tangente, come al mio solito.

Parlando d quei guerrieri la cui ferocia in battaglia li rendeva noti per essere degli uomini bestiali, Cardini cita i berserk e spiega che la loro natura era quella di essere soldati al di fuori dei gruppi comitali costituiti, e che proprio la loro natura di reietti, che li poneva ai margini della società, li faceva considerare alla stregua di cani sciolti.

E Cardini, dopo una lunga disquisizione che riassumervela qui in due righe sarebbe un delitto, propone, in nota, l'idea che il Lupo di Gubbio che infestava le contrade ammazzando e depredando le greggi, altro non fosse che un fuorilegge, un uomo che viveva ai margini della società come un cane randagio. Ed ecco, allora, che avrebbe senso il discorrere di Francesco con lui, e il suo diventare quasi umano. Probabilmente, le colpe del reietto erano così gravi che i cittadini di Gubbio non avrebbero mai dimenticato le sue azioni, tuttavia il Lupo non fu più scacciato dalla città, e,anzi, la gente cominciò anche a portargli da mangiare.


Il discorso fila che è una bellezza, e mi spinge, proprio oggi che di Francesco è la festa ( Auguri a tutti coloro che portano il suo nome: siate uomini liberi, com'è nel destino del nostro nome), a chiedermi quanto di cifrato ci sia nelle storie e leggende che siamo abituati a conoscere sin da bambini.


In attesa di archiviare la tesi e mettermi a pensare a codesto quesito, oggi ho dei validi motivi per essere contenta. Innanzitutto, è il compleanno della mia sorelluzza, Shiva. Cento di questi quarti, sorella!


Quindi, dopo il bellissimo racconto di Reika, anche H. Aster me ne ha regalato uno tutto su. Su Goldrake. E adesso ho la scusa per smanettare un po' con Photoshop per creare un layout come Dio comanda.


Infine, come se non avessi già motivi per sorridere, oggi mi arriva un bellissimo commento da parte di R. E mi dice di tenermi perché ha in serbo una sorpresa per me. Ecco. ha scatenato al bestia che dorme in me, come l'orso nel ebrserk.

Io potrei morire di curiositààààà.......



Autore: GoldFrancine | Data: giovedì, 04 ottobre 2007, 21:57 | pensieri e parole, leggende, studium urbis
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Preveggenza

Dieci anni fa, la sottoscritta uscì un pomeriggio con il suo - allora - amico Nino, e novellando del più e del meno tra un massacro e l'altro ( ricordo ai distratti che in quei giorni di dieci anni fa usciva il secondo volume di Devilman targato Dynamic Italia), la sottoscritta la buttò lì.

"Nino, senti, ma non sarebbe una figata immane se Go Nagai venisse un giorno in Facoltà per una conferenza su Devilman o Mazinga?" domandai ingenua, gli occhi verdi sgranati e sognanti che miravano il cielo di Aprile, ricco di promesse e bla, bla, bla...

"See... Go Nagai alla Sapienza? E magari accolto anche dalla Orsi? Io non credo che accadrà mai, nemmeno tra dieci anni..."

"Vabbé, ma la Orsi è da sempre una fan dei manga! Due anni fa tenne addirittura un corso monografico su Haikarasan ga Tooru."

"Nagai non verrà mai alla Sapienza. Che ti ci giochi?" e scommettemmo.

Dieci anni dopo, dieci chili in più e dieci amici in meno, apro internet e trovo questo.

Nino, ovunque tu sia, qualsiasi cosa tu adesso faccia, sappi che ho vinto quella scommessa! Anche se non ho la più pallida idea di quale fosse la posta in palio...

 



Autore: GoldFrancine | Data: mercoledì, 11 aprile 2007, 23:05 | fuffa, manga, amici, leggende, studium urbis
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Finale col botto!!

30 e lode



Autore: GoldFrancine | Data: lunedì, 05 marzo 2007, 07:51 | varie ed eventuali, fuffa, studium urbis
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I Racconti del Faro

 

Buona sera a tutti, miei cari naviganti.
Come avrete immaginato, ho sfrattato un po' di naufraghi dai miei lidi sabbiosi e ho costruito una bella torre nera sulla cui sommità ho costruito una lanterna, grande abbastanza da poter essere vista all'orizzonte.
Ecco spiegato il perché del cambio del template. Basta parassiti, basta relitti, basta asilo incondizionato.
L'Isola di Francine si è trasformata in un'oasi di pace. La mia.
Mi riservo il diritto di osservare il mare tutt'intorno dalla sommità del mio Faro.
Siate i benvenuti, ma non aspettatevi che vi fornisca asilo. La mia isola galleggia su rotte molto battute; rifocillatevi, prendete un buon bicchiere di rhum e poi ripartite con la vostra barca.
Prima di andarvene, però, lasciate un segno del vostro passaggio sulla mia Lavagna.
L'ho inserita stasera stessa, vi piace?
E adesso che vi siete fermati sulla mia isola per farvi un goccetto assieme a me, ascolterete le lamentele di una vecchia scorbutica? In caso contrario, salite sulla vostra bagnarola e aria!


Ho finalmente dato l'esame di Geografia II.
Un travaglio, vero e proprio.
Primo, perché l'esame per il Vecchio ordinamento è un insegnamento di Lettere e io sto a Scienze Umanistiche; quindi, ho passato tre settimane sbavando come un cane idrofobo per cercare di controllare la prenotazione tramite internet, ma ovviamente potevo trovare un appello di una materia ESTERNA alla mia Facoltà?


Non parliamo del secondo libro.
Non ne parliamo.
Un testo irreperibile. Le librerie attorno all'Università non ce l'avevano, Maraldi neppure ( è un libro del 1993) e lo stesso dicasi per tutte le altre librerie scolastiche di Roma. Niente. Mi restava soltando Herder.
Per chi non lo sapesse, Herder è una nota libreria linguistica di Roma e mi sono ritrovata ad usufruire dei loro servigi per l'esame di Linguistica Romanza II, quando non riuscivo a trovare un testo fondamentale. Il testo l'ho trovato, solo che in ritardo ( e nessuno mi aveva avvisato che quel libro era arrivato da Bologna da quasi dieci giorni) e con un sovrapprezzo di 11 euro. Sovrapprezzo che non mi era stato notificato al momento dell'ordine.
Fosse stato un altro caso, avrei lasciato il libro-mattone nella mani della teutonica commessa, ma poiché quel testo mi serviva, lo pagai e giurai a me stessa di non mettere più piede lì dentro.
Sicché, quando ho capito che anche per reperire questo dannato testo sulle Isole Britanniche ( altra nota: a me che me ne può sfottere delle Isola Britanniche? Io mi sto specializzando in Francese Antico! Mettere un ventaglio di opzioni più vasto? Avrebbe fatto venire lo scorbuto a qualcuno?)l'andazzo sarebbe stato lo stesso, ho intuito che avrei dovuto infrangere la mia promessa.
Disonore!
Poi, sulla mia strada, e in maniera del tutto casuale, è apparso il sito dell'IBS, segnalatomi dall'angelo Nisi: lì avrei potuto procurarmi dei CD musicali e anche i libri!
Oh Gioia! Oh Gaudio!
E il libro (curiosamente: entrambi i testi irreperibili appartengono alla stessa casa editrice) è arrivato a casa mia in una manciata di giorni.
Tutto bene, dunque?
Manco per la cippa svettante sull'albero di maestra!
Quel libro è un testo scientifico. Sapete che significa?
Verbi a caso.
Tempi a caso.
Punteggiatura a caso.
Ricordo che quando frequentavo liceo (1991-1996) uscì un articolo in cui si evidenziava come gli studenti del liceo scientifico fossero i più ortodossi dal punto di vista grammaticale/sintattico.
Gli studenti del classico e del linguistico (piangiamo assieme, Lan) erano giustificati dal fatto che con tutte le licenze poetiche e le forme arcaiche che masticavano dalla mattina alla sera, alla fine s'erano rincoglioniti. Ecco… io piazzerei sotto il naso di quel giornalista il testo che ho appena studiato, dove le frasi andavano dedotte. Dedotte.
E soprattutto, è un testo vecchio. Di tredici anni fa! Ristampato zelantemente, ma non aggiornato! Non aggiornato! Quindi io ho passato due fine settimana a chiedermi con che faccia avrei potuto dire al mio professore che il governo inglese stava stanziando dei fondi per i lavori del Tunnel della Manica. Ma un'edizione aggiornata?


Quando sono andata a segnarmi, due lunedì fa, ho scoperto un altro orrore: per sostenere l'esame gli studenti delle altre facoltà avrebbero dovuto recarsi in segreteria UN MESE PRIMA dell'appello e richiedere un foglio speciale che validasse non so cosa.
Quindi, per fare l'esame il 5 Luglio, avrei dovuto recarmi presso la Segreteria di Geografia il 5 Giugno.
Geniale, se si conta che le date non erano state ancora esposte!
Geniale!
Avrei dovuto prevedere non solo che serviva un pezzo di carta ulteriore, ma anche quando richiederlo per poter fare l'esame! Ma questo significa essere dei veri genii!
Decisa ad inventarmi una scusa colossale, che spaziava tra il "mi ha iscritto mia sorella perché io lavoro e non mi ha detto nulla di tutto ciò" al " quando sono venuta non c'era nulla di tutto ciò affisso in bacheca", mi sono segnata ( ero terza, fate attenzione a questa nota.) e me ne sono andata in ufficio come ogni giorno.


La sera prima dell'esame la nazionale Italiana decide di umiliare la Germania mangia patate con un bel 2-0. Immaginate il clima: otto palazzine del comprensorio dove abito con i televisori a palla e le finestre spalancate. Gente che urla, grida e bestemmia ad ogni azione sballata, anche quando era impossibile fare di più. Un padre che assiste alla partita neanche fosse Fantozzi davanti alla Coppa delle Coppe, con frittatona di cipolle, Peroncino familiare ghiacciato e rutto libero, e che inanella ripetutamente degli insulti coloriti che mi hanno aperto nuove frontiere.
Potevo studiare?
Potevo fare qualcosa?
Siamo realisti, per favore. Quando hanno segnato Grosso e Del Piero, è esploso il comprensorio. Mio padre si è fatto tutte le finestre di casa così com'era, in calzoncini, gridando "GOOOOOOOOOLLLLLL!!" a squarciagola. Ieri non aveva voce, oggi sembrava un gatto con la raucedine.
Ho dormito pochissimo e con un mal di testa d'antologia mi presento trulla trulla alle 9:10 per l'appello, timorosa di aver perso il mio posto in graduatoria.
Ed è a questo punto che ho scoperto la cruda verità.
Il professore aveva accorpato gli appelli, sia i due del nuovo ordinamento che quello del vecchio ordinamento. E a chi ha dato la precedenza? Ai 50 del N.O. o ai 5 del V.O.?
Ma ai ragazzini del N.O. che razza di domande!
Ora, io mi chiedo, seriamente: chi può essere lo stronzo che è rimasto ancora al V.O che è stato così masochista da mettere nel proprio Piano di Studi due, dico due annualità di Geografia? Quanti saranno questi imbecilli che hanno abboccato alla vox populi che voleva che con due esami di Geografia nel curriculum universitario si potesse accedere all'insegnamento? C'ero solo io.
Il professore, candido candido mi fa " su, signorina, si faccia una passeggiata e torni qui verso mezzogiorno e mezzo!".
E va bene. Non inimichiamoci la Sorte, il karma e tutte le potenze celesti…
Ho preso la mia roba e me ne sono andata a ripassare in biblioteca il mio programma. Non senza una lacrimuccia provocata dall'onda dei ricordi… quante ore buttate su quelle panche in attesa della lezione del pomeriggio! Quante frascacce sparate nel corso degli anni… Quanti anni che sono passati, cazzo! E a questo pensiero mi sono diretta di gran carriera a studiare.
Alle Undici, avendo le palle piene del programma, ritorno nell'aula e mi seguo tutti, dico tutti gli esami. Mi piazzo proprio davanti al professore e lo fisso mentre lui esamina le mentecatte che via via gli scorrono davanti.
Ora io dico: portate UN modulo da 4 crediti. Avete in totale cento pagine da studiare. Cento. 100.
Io, per averne sì e no una diecina di crediti, mi sono sciroppata qualcosa come 400 pagine. Quattrocento. 400.
Permettete che m'incazzo se vedo che quelle cretinetti non riescono a rispondere a domande stupide? Portate un programma all'osso, santo cielo! Saperlo? Io mi sento presa in giro così. E lo so che in altre università la situazione è diversa, che chi è iscritto al N.O. sgobba lo stesso, ma francamente vedere queste scene mi avvilisce. E mi fa andare il sangue alla testa. Metteteci che i frequentanti, come al solito, avevano un programma ridotto… cannare anche quello? Com'è possibile?
Fortunatamente, l'assistente maschietto la pensava come me, e infatti ho assistito a scene in cui bocciava gli studenti ( ho ascoltato cose irripetibili uscire da quelle bocche…) e questi, che umanamente protestavano e cercavano di rimediare almeno un venti ( e nelle Facoltà Letterarie venti è il gradino più basso che uno possa toccare), si sono visti stracciare sotto gli occhi i foglietti su cui avevano segnato domande e votazioni.
Sarò stronza e rovinerò il mio karma per secoli, ma lasciate che vi confessi questo mio piacere perverso nel vedere quella carta andare in pezzi.
Scusatemi, ma non presentarsi preparati all'esame è un conto. Pretendere di essere promossi è un altro. Specie se chi ti ha esaminato ti ha tenuto per quasi quaranta minuti buoni e ti ha chiesto di tutto, cercando di darti un argomento su cui parlare.
Verso le due del pomeriggio, quando finiscono i ragazzi del primo dei due moduli e io inizio a sbavare schiuma come un drago verde prima di sputare l'acido, il professore decide di esaminare anche noi del V.O.
Così, dopo una ricerca di mezzora dei verbali, della lista ( che era rimasta nella cartelletta senza che nessuno si prendesse la briga di lasciarla sulla cattedra del professore), il prof mi guarda e mi fa: "venga, signorina!" quand'ecco che, maramaldo, sbuca fuori un accrocco anglofono, pettinato come Hermeppo ma con i capelli unti, sopra rossastri e sotto neri, ed una giacca can che fugge, il quale pretende di essere esaminato per primo. Al grido di "Sono il primo di lista e sono maschio!" si accomoda davanti al professore.
Ed inzia lo sdrumo.
Totale.
Confonde le politiche di pianificazione familiare di Cina e Giappone.( mio povero Sol Levante, quante idiozie hanno sparato sul tuo conto...)
Non data l'assetto orografico delle isole britanniche, né sa dire quali e quante siano le conurbazioni presenti nel regno Unito. Piazza Cork (CORK!) nel Galles…
Il professore, forse stanco, lo manda via con un 24 e mi piazzo io, coi i miei pantaloni capresi color turchese. Ed inzia lo show. Parlo ininterrottamente, come se stessi spiegando le cose ad un ragazzino di otto anni, cosa che il professore amava particolarmente. Seguire le lezioni di geografia nel '99 mi è servito a qualcosa, allora! Quando mi chiede di parlargli delle lingue, do il meglio di me e gli disegno l'albero genealogico dell'Indoeuropeo ( sborona).Mi chiede di spiegarmi cosa diamine siano le conurbazioni e parto dandogli una spiegazione etimologica della parola, e facendogli il disegno di come può nascere una conurbazione.
Parliamo delle dominazioni e delle invasioni a trecentosessanta gradi. Gli cito Greater London, Merseyside, Greater Manchester, Glasgow… e mi ferma.
"Basta, si vede che lei, a differenza del suo collega, ha studiato seriamente signorina…"
Lo ammetto: la geografia umana l'ho studiata utilizzando i riassunti che avevo fatto in occasione del primo esame di geografia. Non ce l'avrei mai fatta a studiare 3oo e rotte pagine.
E pensate: si ricordava di me, di quando alzai la mano e mi colse in castagna tutte le volte.(due).
"Doveva essere un po' di tempo fa, però…" mi dice lui.
"Anno accademico '98-'99" confido io.
"Oh, ma è un'eternità!"
Grazie.
Gentilissimo.
Umano, oserei dire.
Mi da 30, dentro di me scatta la voglia di ottenere almeno la lode, cazzarola, ritengo sia il minimo dopo tutta quella mattinata passata ad attendere…ma poi… poi, vedo un'immagine. Quell'immagine. La sua immagine.
Ragazzi, sarà stato il sonno, sarà stato il rincoglionimento o le dosi massicce di Gelsenium che ho assunto nell'arco di tre ore, ma io ho visto Buddha. E ho sentito una voce dirmi "accontentati, che ti conviene…" e timorata del Castigo Divino che poteva calarmi sul collo, ho firmato dove dovevo firmare e me ne sono andata via dopo 45 minuti d'esame.

Cronaca a parte, se siete arrivati fin quaggiù, v'informo che ho aperto un blog fotografico su io bloggo. Mi dicevano che era più personalizzabile di splinder, ma inizio ad avere i miei dubbi circa la facilità del suo utilizzo.
Possibile che sia io la cretina che non sappia usare iobloggo, ma se vedo che non va chiudo tutto e torno qui.
L'indirizzo?
Eccovelo.

http://ahorn.iobloggo.com

Vi avviso che ahorn sono io, non sono schizofrenica, come potrebbe pensare qualcuno. Se ho scelto questo nick è perché mi piaceva. Fine delle discussioni.
E commentate numerosi le mie foto digitali!
Appena mi procuro uno scanner, piazzerò anche quelle in b/n che ho scattato a delle rose anni fa.
Se siete ancora vivi, lasciate un commento!



Autore: GoldFrancine | Data: venerdì, 07 luglio 2006, 00:50 | varie ed eventuali, fuffa, pensieri e parole, la mamma dei cretini, studium urbis
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