Come sei

Hey girls, hey boys, Superstar DJ's, Here we go!
La sala è gremita. Brusio, rumori e gente che aspetta.
Il palco è vuoto, l'occhio di bue illumina un microfono che svetta solitario e nero contro la luce bianca e asettica.
Aspettano. Aspettano e osservano il palco con lo sguardo fisso, in attesa che sbuchi qualcosa dalle quinte.
E quel qualcosa, sono io.
Francine.
Vivo cantando le mie storie al suono della mia chitarra, spingendomi con i miei stivali e il mio fido morello in quelle terre oltre la frontiera e in quelle in cui il Mondo non è andato avanti, con il plettro al collo e tanta voglia di raccontare, raccontare, raccontare.
Le mie corde sono la lingua italiana, la buona scrittura mi fa da accordo e la continua ricerca della perfezione è il mio demone.
Sono una creatura senza tempo conosciuta con molti nomi, secondo la lingua dei paesi che ho visitato, ma, alla fine, essi riportano tutti a me.
A Francine.
Francine che imbraccia la chitarra e sale sul palco.
Lo spettacolo ha inizio.
Avete pagato il biglietto?

I commenti

QueenCrimson in Touch faith!
QueenCrimson in 16/06/2009
Elentari77 in Sorpresa!-8
GoldFrancine in Sorpresa!-8
Sen in Sorpresa!-8
QueenCrimson in 16/06/2009
GoldFrancine in 16/06/2009
QueenCrimson in 16/06/2009
GoldFrancine in 16/06/2009
GoldFrancine in Scene da un matrimon...

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*loading* persone mi hanno fatto visita

Credits

Template © Lilyflow
Thanks to
××× ××× ×××
×× ×× ×× ××

Enjoy the silence




Words like violence



Break the silence



Come crashing in



Into my little world



Painful to me



Pierce right through me



Can't you understand



Oh my little girl







All I ever wanted



All I ever needed



Is here in my arms



Words are very unnecessary



They can only do harm








Vows are spoken



To be broken



Feelings are intense



Words are trivial



Pleasures remain



So does the pain



Word are meaningless



And forgettable







All I ever wanted



All I ever needed



Is here in my arms



Words are very unnecessary



They can only do harm








Enjoy the silence









Autore: GoldFrancine | Data: giovedì, 27 marzo 2008, 11:46 | canzoni, auguri, so 80s
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Destra, sinistra, sinistra, destra

Ci sono cose che ti restano dentro per anni. Cose che, quando si affacciano sul tuo percorso, ed in genere puoi avere due reazioni: le ami da subito, o le odi da subito.

Tuttavia, esiste una terza opzione in un mondo fatto di scale di grigi: la neutralità. Lì per lì snobbi queste cose, oppure le osservi come se, in realtà, non t'interesassero. Ti restano indifferenti, letteralmente: se ci sono, o non ci sono, per te non ha alcuna importanza. Non cambia niente. Ebbene, sono queste le cose che mettono radici dentro di te, e che tu ti porti dietro senza nemmeno renderti conto dei semi che hanno attecchito profondamente nella tua anima.

E quando, alla fine, la pianta germoglia (perché fosse anche l'ultimo giorno della tua vita, ma puoi giocartici la testa che germoglia) rompe gli argini che la contenevano e ti ritrovi a chiederti:" ma per tutto questo tempo possibile che non me ne sia accorta?".

Possibile, possibile.

È bastato l'incontro con un signore un po' agé e la visione di alcune immagini perché dentro di me si aprisse una breccia, che piano piano, giorno dopo giorno, pezzetto dopo pezzetto è esplosa con un crollo simile a quello del Vajont.

Sto parlando di Ace wo nerae!, da noi Jenny la tennista. Quando uscì avrò avuto sei, sette anni al massimo, e mi fermavo a guardare solo il viso adulto e allungato del bellissimo Jeremy, l'allenatore di Jenny. Poi, l'oblio, ed un "Ah, ma mi ricordo che..." pensato alla fine degli anni '80 quando Bim Bum Bam fece un copia e incolla mostruoso delle prime due serie con gli OAV del 1988. In pratica, la storia di Jenny era riproposta due volte, la prima con una grafica un po' flashata (ma tanto, eh) ed un tratto essenziale; la seconda con uno stile pieno, più rotondo e dai volumi definiti.

Ma la storia di Jenny/Hiromi, il cui potenziale latente è tirato fuori dall'allenatore Jeremy/Jin che ha l'occhio lungo in queste cose, non mi ha mai lasciato niente dentro ( a parte il fenomenale servizio di Madame Butterfly e dei suoi boccoli dorati *_____________* ). L'ho sempre trovata simile a molte altre storie a sfondo sportivo, fatte di sangue, sudore e sacrificio per arrivare in vetta. [Sacrosanta verità, in tutti i campi.]

Infatti, quando terminò la ristampa di Versailles no bara, non acquistai il manga di Jenny. Sì, ero - e sono - contenta che si ripeschino storie degli anni '70 dopo l'invasione anni '80 e '90 dell'ultimo periodo, ma non avrei speso i miei soldini per la storia di una tennista.

E invece, dopo l'esibizione di Nico Fidenco a Lucca, la breccia si è pian piano aperta. Ed ecco che nella mia testa ha iniziato a farsi strada un pensiero: quasi quasi, mi faccio tutta la serie di Jenny... quanti numeri sarano?

Ma tra il dire e il fare, spesso c'è di mezzo il mare; mare che nel mio caso è un oceano di impegni che mi porta via tempo e fatica. Jenny rischiava di diventare uno dei tanti progetti abbozzati e mai conclusi che occupano spazio in libreria.

E invece, sabato scorso, mentre spulciavo in una libreria/fumetteria che commercia anche libri usati, alla ricerca di "Molto dopo mezzanotte" di Ray Bradbury, trovo un pacco in offerta: diciassette volumetti di Jenny, appunto, alla modica cifra di venti euro. Non ci ho pensato su due volte. Ed è iniziata la dipendenza. Mi sono fatta fuori diciassette volumi in meno di due giorni. E adesso ne voglio ancora. Ancora.

Ho rivalutato moltissimo la Butterfly ed ammirato la sua caduta e la sua arroganza punite, e la sua maturazione psicologica che me l'hanno fatta apprezzare di nuovo; Ranko e il suo amore per il fratello (così si fa! Fino in fondo, cazzo!); Todo, Chiba e Ozaki; Horiki e la sua caduta.

E poi lui, Jin Munakata.

L'uomo che mi ha fatto ricordare che, tanti e tanti anni fa c'era una ragazzina a cui sarebbe piaciuto prendere in mano una racchetta e provare a giocare a tennis. Ragazina che poi ha incontrato la pallavolo e che è stata stregata da un'altra palla e da un'altra rete, ben più alta.

Perché consiglio questo manga?

In primis, perché è una storia degli anni '70, ma assolutamente fruibile e godibile anche a distanza di 33 anni. La psicologia dei eprsonaggi è ben dleineta, la documentazione alla abse c'è ed è porta in maniera non pedante e/o saccente; non è una zavorra che rallenta la lettura, ma crea un effetto tridimensionale che ancora i protagonisti nel continuum temporale.

In secundis,perché la protagonista diventa un asso del tennis a costo di sangue e sudore, e se nell'anime ciò avveniva con una certa rapidità, sulla carta inchiostrata non è lo stesso. Hiromi cade, si sfianca, perde, ma quando c'è d atirare fuori la grinta lo fa. E azzanna l'aversario.

L'unica pcca è che i personaggi decidono di annientarsi, quasi, per aiutare Hiromi. Ranko, Butterfly, Todo, lo stesso Munakata...  vero che davanti ad un vero asso ci si sente in dovere, quasi, di spianargli la strada il più possibile, ma questo non aiuta a rendere più simpatica una ragazza un po' piagnucolona.


Se avete posto in libreria, vi consiglio assolutamente questo titolo, con i suoi corpi esili e salnciati e gli occhi grandi e dalle folte ciglia (lo stile che preferisco!). Non ve ne pentirete.



Lui? Oh, lui è Takayuki Todo/Teddy Reinolds nella serie degli OAV del 1988. Grazioso, né?



Autore: GoldFrancine | Data: mercoledì, 21 novembre 2007, 09:05 | manga, televisione, so 80s
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I have the power!


Non sarà geniale come il trailer di 300 fatto con i Lego, ma lo adoro.



Autore: GoldFrancine | Data: lunedì, 19 novembre 2007, 10:34 | fuffa, so 80s
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Ho visto cose...

...che voi umani non potreste immaginare...


(No, quello era un'altra cosa)


Ricominciamo: Lucca 2007. Quest'anno,a  differenza dello scorso, decidiamo di andarci di venerdì e non di sabato, a) per trovare qualcosa negli stand (eh, eh, eh...) e b) per non trovarci sommersi da veri personaggi di sconosciuti videogiochi/giochi di ruolo/anime pacchiani eccetera, eccetera.


Purtroppo, sappiamo che il meglio del meglio delle prewiev e dei concerti ce lo perderemo, ma - ci chiediamo- cos'è meglio? Farci ore di macchina per tornare indietro con qualcosa di succulento, oppure per starcene un paio d'ore impalati a vedere delle gente che suona sul palco o che sfila per la gara dei cosplayers( anche se l'Actarus dello scorso anno era davvero figo!)?


Optiamo per la prima possibilità. Quindi, in macchina di buon'ora ( mezzogiorno) ci affacciamo alla fiera di Lucca verso le tre meno qualcosa. Biglietto e braccialetto ce ne andiamo a zonzo per i padiglioni, fino a quando, con le buste piene di acquisti ( e un po' di madonne per la brevità della mostra su Corto Maltese)  non decidiamo di tornarcene a casetta bel belli. Ed è in quel momento che il ranger che dorme nella mia dolce metà si desta, appizza le orecchie (termine scientifico) e indica lo spazio del palco asserendo: "questo è Nico Fidenco".


"Ma no- ribatto io- Ti pare che Nico Fidenco viene a cantare Bem a Lucca, lui che ancora è legato al Granello di sabbia?"


Ma sì, ma no, ma sì, ma no, decidiamo di andare a vedere, tanto dovevamo comunque passare di lì per tornare alla macchina. Ed aveva ragione lui. Sul palco c'era proprio Nico Fidenco che cantava Hela Supergirl.


Scatta il coro. Nico termina la canzone e se ne esce con un discorso senza molto senso. Poi è la volta di Arnold ( ridete, ma alla prima festa cui ho partecipato c'era anche questo disco! ^_^), con gli ultratrentenni ( e le neo-trentenni con la memoria da elefante come la sottoscritta) che canticchiavano "Arnold, Arnold, sempre nei guai. Una ne pensi, cento ne fai".


Jane e Micchi, che probabilmente si ricordava solo la sottoscritta e altre due anime derelitte, segue a ruota il ragazzino pestifero, e ancora regge il palco.


Altro deliquio senza scopo, scatta il momento - ghraditissimo- di Jenny la tennista e Nico decide che è l'ora della verità: ci spiega cosa cazzo sia 'sta benedetta 'legge del fil di ferro'.

"Ho pensato che chi cantava stesse assistendo ad una partita di tennis, e a furia di andare da una parte all'altra del campo per seguire la pallina, ad un certo punto la testa si staccasse. Come il filo di ferro." e via a cantare Jeremy & Jenny mentre alle sue spalle scorrono le immagini del cartone ( e io a chiedermi perché lei non scegliesse quel figo di Jeremy invece che perdere tempo appresso a Teddy).


Ed è allora che scatta la magagna. Nico non si ricorda una beneamata sega. Non conta. Non sa quando deve attaccare a cantare. Legge delle parole come se fosse la prima volta che se le trova davanti ( ma prepararsi no?).  Il fondo si tocca con Sam, ragazzo del west. A sua discolpa, va detto che questa canzone ha gli attacchi non facilissimi, che il ritmo cambia un paio di volte e che contare non è proprio nelle corde di Nico: tuttavia, sono molti i pezzi in cui mugugna le parole scritte, da la colpa a chi gli ha stampato quei fogli, e chiede scusa al pubblico, incolpando terze persone.


Bem, il mostro umano, pare sia già stata eseguita, cita in continuazione sua figlia Guendalina, e si avvia al gran finale con Cyborg, i nove supermagnifici che esegue discretamente. Ma, sul finale, mentre la gente lascia il piazzale dopo due ore delle sue canzoni, scatta la follia. Il povero Nico intona da solo Legata ad un granello di sabbia.

Ed io ho il ricordo di noi che ce ne andiamo via di schiena  la sua voce che ci rincorre per le strade strette della città.


Lampi e tuoni di furore.

Ma è in macchina che il mio cervellino (invece di pensare a Cesare di Fuyumi Souryo, ai dvd che la mia dolce metà mi ha regalato, al posto da trovare per i volumi di Ace o Nerae, che mi procurerò al più presto, o alla questione se valga la pena o no di prendere Le Chevalier d'Eon [ mi sono un po' rotta le balle delle serie bignami ], invece di pensare  a cose serie, dicevo...) inizia a massacrare neuroni circa una frase detta da Nico sul palco.

"Eh, di sigle ne ho fatte tredici, più i telefilm..."


Tredici? Ora, anche contando, io non arrivo che a nove:

*Bem;

*Cyborg, i nove supermagnifici;

*Jenny la tennista;

*Jane e Micchi;

*Hela supergirl;

*Don Chuck Castoro ( una e due);

*Sam, ragazzo del west;

*Microsuperman; ( ammazzate Mamezo!!)

*Fantasupermegaultra;


 


Cosa manca????


Aiuto!!


 



Autore: GoldFrancine | Data: lunedì, 05 novembre 2007, 22:30 | fuffa, canzoni, televisione, leggende, so 80s
Quanti commenti (11) ci sono?



Only when you leave





I'll need to love you



And when the action has all gone



I'm just a little fool enough to need you



Fool enough too long



Only when you leave, you'll leave in danger



Oh I'll make sure that you pay



So give a little passion to a stranger



And take this soul away











 








 



Autore: GoldFrancine | Data: martedì, 09 ottobre 2007, 22:12 | canzoni, so 80s
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Ragazzina, ragazzina...

 Chi è più buono ha il cuore più leggero.




 




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Autore: GoldFrancine | Data: sabato, 11 agosto 2007, 15:50 | canzoni, televisione, so 80s
Quanti commenti (6) ci sono?



Mazinga aspetta il 23

In questi giorni mi sto drogando con degli episodi fansubbati di Mazinkaiser.

La mattina, mentre prendo il caffè e poi lavo i piatti, mi sparo anche cinque episodi insieme di qualcosa da guardare, così unisco l'utile al dilettevole.

Ho momentaneamente sospeso "Ruy piccolo Cid" perché stavo iniziando a detestare lo spagnolo ( sì, li ho solo in spagnolo. Ed è un'edizione Deluxe... groan), quindi, vai con le viti, i bulloni e i tamarri a bordo di robot giganti.

Il Character design è accattivante, con corpi magri e slanciati, che rendono giustizia anche a Tetsuya ( che nella serie originale era una specie di comodino ambulante), ma lo detesto perché mi ha reso graziosa Jun.



 


In tutto ciò, tempo fa, in preda ad uno smadonnamento cosmico, mentre vagavo per la Città Eterna dolendomi perché le biblioteche comunali hanno la bella pensata di restare chiuse il lunedì mattina, entro da Feltrinelli a viale Giulio Cesare per smaltire un po' la rabbia.

Grosso sbaglio.

Entro e trovo, nello scaffale fantascienza due libri dedicati ai robottoni.

Il primo è un saggio sull'impatto che Goldrake ha avuto in italia, sia dal punto di vista comunicativo che di costume.




Il testo s'intitola "Ufo Robot Goldrake" ed è scritto da Claudio Montorsi, laureato al DAMS che pare affronti l'argomento con freschezza e competenza.

Pare, perché io, brava bestia che sono, ho preso in mano l'altro libro.

"Actarus- la vera storia di un pilota di robot", scritto da Claudio Morici.

Cos'è 'sta roba? Un saggio? Una Tesi di laurea allungata?

No.


È un romanzo su Goldrake. In pratica una fanfiction non autorizzata ( e che ha fatto anche guadagnare soldini al signore di cui sopra) che prende in giro Actarus e il modo di fare un po' troppo perfettino del dottor Umon e della base Supersegreta.

È una parodia, ok; ma da amante dell'universo nagaiano, m'incazzo quando non vedo uno straccio di credito, uno che fosse uno, sia a Nagai, che a Komatsubara e Araki.


Passando ad altro, ho visto "Number 23".

Non racconto nulla della trama, lo giuro; spendo due parole due per segnalare come Jim Carrey sia non solo poliedrico e bravissimo, ma come anche la trama sia un continuo divenire. Da un passaggio impercettibile all'altro, la storia cambia, rielabora se stessa fino al finale spiazzante.

Lì per lì, tutte le teorie sul numero ventitrè che compare ovunque, almeno a detta dei protagonisti, sembrano tirate in mezzo per i capelli. Che siano pure e semplici ossessioni.

L'ennesimo thriller numerologico?

Voi acquistate il biglietto, al pop-corn penserà sicuramente qualcuno.


 



Autore: GoldFrancine | Data: venerdì, 11 maggio 2007, 01:04 | cinema, so 80s, nagai
Quanti commenti (14) ci sono?



Notorius

No, no, notorious, notorious.
No, no, notorious.

I can't read about it,
burns the skin from your eyes.

I'll do fine without it,
here's one you don't compromise.

Lies come hard in disguise.
They need to fight it out.
Not wild about it.

Lay your seedy judgements,
who says they're part of our lives.

You own the money,
you control the witness.

I'll leave you lonely,
uh don't monkey with my business.

You pay the profits
to justify your reasons.

I heard your promise
but I don't believe it,
that's why I've done it again.

No, no, notorious.

Girls will keep the secrets,
so long as boys make a noise.

Fools run rings to wake up,
something they'll never destroy.

Grand notorious slam,
and who really gives a damn for a flaky bandit.

Don't ask me to bleed about it,
I need this blood to survive.

You own the money,
you control the witness.

I'll leave you lonely,
uh don't monkey with my business.

You pay the profits
to justify your reasons.

I heard your promise
but I don't believe it,
that's why I've done it again.

Notorious, notorious.

You own the money,
you control the witness.

I'll leave you lonely,
uh don't monkey with my business.

You pay the profits
to justify your reasons.

I heard your promise
but I don't believe it.

You own the money,
you control the witness.

I'll leave you lonely,
uh don't monkey with my business.

You pay the profits
to justify your reasons.

I heard your promise
but I don't believe it,
that's why I've done it again.

No, no, no,
that's why I've done it again.

No, notorious,
that's why I've done it again.

No, no, notorious,
that's why I've done it again.

No, notorious.
No, no, notorious,
that's why I've done it again.

No, notorious.
No, no, notorious.



Autore: GoldFrancine | Data: lunedì, 23 ottobre 2006, 23:33 | canzoni, so 80s
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Vent'anni di rigori

Ok, signori.

Ci siamo: anche per quest'anno, la Franza ha una primavera in più sulle spalle.
Stasera ho iniziato a scartare i primi regali: due borse, una sacca ed un trolley, che mi hanno regalato i genitori e la nonna del mio fidanzato.
Viaggeremo solo con il bagaglio a mano! Geniale! Semplicemente geniale! Niente file al recupero bagagli, niente valigie disperse, tu a Madrid e loro a Stoccolma o a Città del capo...

E visto che oggi è il mio compleanno,  piazzo qui un'immagine molto, molto gradevole. Per la sottoscritta, almeno, lo è...

 

Sì.  Kojiro Hyuga.

Bene, ormoni archiviati, passiamo ad un'altra grande ricorrenza.

Oggi, 19 Luglio 2006 si celebra il ventennale della prima puntata di Holly e Benji in Italia. Ovvio.
Che ne sai te? vi starete chiedendo...
Semplice: la memoria.
Ricordo come fosse ieri che il 18 Luglio '86 terminò quella palla galattica di "Cuore" insieme a "Flo, la piccola Robinson". Così, bimbetta che aspettava di compiere nove anni ( cazzo!), il pomeriggio di quel 19 Luglio mi piazzai sul divano di pelle marrone, davanti alla tv e l'accesi. Al posto di "Cuore" misero "Ruy, piccolo Cid". È stata l'ultima voltra che l'ho visto... Piangete con me...
Al posto di "Flo..." misero Holly e Benji. E ricordo ancora la delusione, in un primo momento, nel trovarmi davanti qualcosa sul calcio, e non una storia interessante. "Tanto valeva che ridessero Shingo Tamai, no?" ho pensato storcendo la bocca. Inutile dire che a fine puntata sbavavo già per quel grandissimo arrogante di Benji ( Genzo Wakabayashi per i puristi della domenica).

E poi, senza che me ne accorgessi, sono stata trascinata in un vortice delirante di puntate senza senso, con colpi speciali che piegavano fisica e meccanica in serie che si ripetevano sempre identiche, sempre uguali.

Eppure, sto qui a celebrare questo compleanno.
Perché?
Perché, comunque, Holly e Benji è entrato, anche solo di striscio, nel DNA della mia generazione, quei ragazzini nati tra il '76 e il '79.
Guardate come ci siamo ridotti:

 

 

19/07/2006  01:22

Dati utente
Nome: Francine
Cognome:

Complimenti, non hai commesso alcun errore


Punteggio realizzato: 10 punti.

Valutazione:
sei come me!!tu holly e benji lo vedi ancora,pure se hai 30 anni, e fai benissimo!!! FORZA NEWTEAM!!

 

Eccovi il quiz

 



Autore: GoldFrancine | Data: mercoledì, 19 luglio 2006, 00:29 | varie ed eventuali, fuffa, test, pensieri e parole, manga, amici, auguri, leggende, so 80s
Quanti commenti (9) ci sono?



So 80's

Ricopio questo post che ho trovato sul blog di lan awn shee ( e prego di aver scritto correttamente il suo nome).
Diciamo che queste cose fanno male al mio ego nostalgico, di quando guardavo Narañito e i suoi improbabili amici alla tv. Gli esami di riparazione ( posso dire "io c'ero" anche all'ultimo anno in cui fu appioppata quella farsa a noi poveri studenti!), i telefilm improbabili, Loretta Goggi che imperversava con "Maledetta primavera", i lucidalabbra che più lucidi non si può...

La pianto qui, o potrei tirare fuori dal cilindro dei ricordi dio solo sa cosa!

Lo scopo di questa missiva é quello di rendere giustizia a una generazione, quella di noi nati agli inizi degli anni '80 (anno più, anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni.

Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali  di Italia '90. Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.

Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice.

Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.

Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni.

Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2.

Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.

Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico.
Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.

Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero.

Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in.
Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta.

Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Volutrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l'Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme.

La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di quest'anno è la favorita.

L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni.
L'ultima generazione degli spinelli.

Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista. No avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale.

Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!

Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto.

Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo :) :D :P

Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con
tutto ciò.

Tu sei uno di nostri? Congratulazioni!
Invia questo a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di crescere come bambini.




Autore: GoldFrancine | Data: mercoledì, 31 maggio 2006, 01:03 | fuffa, pensieri e parole, so 80s
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