Come sei

Hey girls, hey boys, Superstar DJ's, Here we go!
La sala è gremita. Brusio, rumori e gente che aspetta.
Il palco è vuoto, l'occhio di bue illumina un microfono che svetta solitario e nero contro la luce bianca e asettica.
Aspettano. Aspettano e osservano il palco con lo sguardo fisso, in attesa che sbuchi qualcosa dalle quinte.
E quel qualcosa, sono io.
Francine.
Vivo cantando le mie storie al suono della mia chitarra, spingendomi con i miei stivali e il mio fido morello in quelle terre oltre la frontiera e in quelle in cui il Mondo non è andato avanti, con il plettro al collo e tanta voglia di raccontare, raccontare, raccontare.
Le mie corde sono la lingua italiana, la buona scrittura mi fa da accordo e la continua ricerca della perfezione è il mio demone.
Sono una creatura senza tempo conosciuta con molti nomi, secondo la lingua dei paesi che ho visitato, ma, alla fine, essi riportano tutti a me.
A Francine.
Francine che imbraccia la chitarra e sale sul palco.
Lo spettacolo ha inizio.
Avete pagato il biglietto?

I commenti

QueenCrimson in Touch faith!
QueenCrimson in 16/06/2009
Elentari77 in Sorpresa!-8
GoldFrancine in Sorpresa!-8
Sen in Sorpresa!-8
QueenCrimson in 16/06/2009
GoldFrancine in 16/06/2009
QueenCrimson in 16/06/2009
GoldFrancine in 16/06/2009
GoldFrancine in Scene da un matrimon...

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*loading* persone mi hanno fatto visita

Credits

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Thanks to
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Oh my dog


Oh my dog

Oh Long John

Oh Long Johnson

Oh Don Piano

Why I eyes ya

All the live long day



Autore: GoldFrancine | Data: lunedì, 02 febbraio 2009, 11:20 | fuffa, televisione, leggende, youtube, stranezze stranissime
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Sti Carolingi...

Eh, lo so, lo so che vi aspettavate un altro capitoletto di "Sorpresa!", ma sapete anche voi come vanno certe cose, no? Magari per tutto il giorno uno non ha idee, salvo poi essere visitato da Calliope ( o da chi pare a voi, sono gusti...) proprio quando se ne sta beato sotto le coperte, in quell'ora tranquilla che è quella del dormiveglia. È in momenti come questi che si dicono, fra l'altro, castronerie atomiche che chi divide il letto con te finge di a) non cpaire; e b) imputarle a sogni particolarmente vividi. L'altro giorno la mia metà mi ha sentito chiamare Akio nel sonno. Akio. Io. Esiste vendetta più dolce, Ohtori-san?

Ma non perdiamo il filo. Si diceva di quando si hanno intuizioni serali e, vuoi per non svegliare chi ti dorme accanto, vuoi per la pigrizia che ti impedisce di prendere appunti sul quaderno posto allo scopo sul comodino (ho un comodino e non lo uso... non sono normale...), demandi il tutto al giorno successivo. In fondo, che sarà mai? Si tratta di procrastinare di una manciata di ore, mica sarai così rincoglionita da dimenticare tutto come se non l'avessi MAI pensato, no?

E invece sì. Perché quando ti siedi a scrivere (non importa quale sia il mezzo) ti accorgi che nella migliore delle ipotesi hai rimosso tutto, ma tutto, tanto che potresti affittare il tuo cervello per ricavarne degli uffici open space. Nella peggiore delle ipotesi, invece, vedi solo la faccia sorridente di Akio che ti invita a far un giro in auto con lui. Poi io gli chiedo di guidare e lui risponde signorilmente "Scordatelo!" e svanisce in una nuvola di zolfo.


Percui, gentili dame e gentili cavalieri, vi parlerò oggi della gita fatta domenica scorsa al Monastero di Farfa (RI).

Domenica, per evitare sia la pioggia prevista per lunedì, sia la calca immonda che avrebbe affollato le strade per il rientro dalle lungo finesettimana. Andiamo a Farfa, ridente borgo arroccato attorno alla splendida abbazia del sesto secolo dopo Cristo. In chiesa si stan tenendo delle comunioni, per cui ci rechiamo in Erboristeria per alcuni acquisti ( il sapone alla Rosa di Maggio, il sapone alla Rosa di Maggio!) ed apprendiamo dalle invogliatissime commesse che si può visitare il monastero ad orari prestabiliti. Ok, prendiamo cinque biglietti, attendiamo che scattino le 12:30 ed andiamo a zonzo per lo sputazzo di paese (davvero tre case e quattro galline) intorno.

Alle 12:30 si compie il nostro fato.

Entriamo nel cortile esterno della parte visitabile del monastero, cortile in cui staziona una curiosa installazione di quattro alberi dal fusto colorato, posti attorno ad una vasca per i pesci rossi. Mah. Arriva la guida, che con la competenza di un personaggio/,macchietta dei film di Alberto Sordi ( e con un dialetto incredibile)  ci informa che il portale da cui stiamo per passare è un resto di età carolingia. Anzi, di stile carolingio.

Entriamo, ci disponiamo a semicerchio e la guida ci fa vedere una pianta ricostruita (da un bambino pazzo) dell'abbazia carolingia che intersecava l'odierna abbazia di farfa, nata su resti del IV secolo a.C. Un tizio con le bretelle pone una domanda: "Scusi, ma chi erano i Carolingi?" (Prima mazzata), a cui la guida risponde con competenza: "Beh, i Carolingi erano una popolazione antica, venivano dalla Francia..." (pugnalata).

La guida racconta alcune curiosità, poi ci porta nel chiostro, ricostruito nel 1933, e ci illustra come siano stati eseguiti lavori di restauro molto scrupolosi dello stile precedente, ossia il romanico.

E l'amico Bretello chiede:"Scusi, cos'è il romanico?", cui la guida risponde "quello" indicando una povera bifora.

Viene poi il momento del percorso guidato che spiega in modo romanzato la storie dell'Abbazia, storia riassunta in cinque minuti cinque dalla guida che cita entrambe le leggende di Farfa, quella del Drago e quella dei tre cipressi.

La leggenda del drago è così riassumibile: San Lorenzo Siro sconfigge il Drago, ossia il paganesimo esistente sui monti della Sabina. Fine.

La leggedna dei tre cipressi: San Tommaso, in terrasanta ha una visione della Madonna (risate) che gli dice di fondare un'abbazia nel lazio, rpendendo come punto di riferimento tre cipressi. Fine.

La guida lascia spazio all'installazione multimediale attorno cui occorre girare in semicerchio. Sopra ogni stazione (10 in totale) è posta una fotocellula che illumina la stazione e fa partire la voce preregistrata di un certo attorone, Walter Nonsocosa (ribattezzato Walter Pedegazzi), che legge in un italiano antico (che io trovo curiosamente simile al dialetto parlato dalla Guida) la storia di Farfa.

La guida ci avvisa che le stazioni partiranno a canone, per dare l'idea delle preghiere dei monaci benedettini. Entriamo, ed indovinate un po' chi è che rompe le palle agli altri eprché non vadano avanti "sennò non si capisce niente"?:

Esatto, Bretello e la sua degna signora, i quali, non paghi di essersi fatti tutte le stazioni, tornano indietro per uscire dall'entrata. Mistero.

La guida ci porta poi in Biblioteca, dove possiamo ammirare dei libri risalenti al 1230 (immaginate i miei occhi...), ed anche una copia dell'Enciclopédie di Diderot e D'Alambert. Ma i nostri occhi sono catapultati addosso a delle immense bombole verde acido su cui campeggia in bianco una poco rassicurante N. Dopo le ciance della guida, l'amico del cuore di Bretello (che durante TUTTO il percorso ha dimostrato l'insolita capacità di ficcarsi davanti alla gente per scattare le foto, salvo poi scazzare perché gli sei passato davanti) si avvicina e chiede a cosa servano mai quelle bombole.

"Ma è il sistema antincendio" cinguetta la guida.

"Con dell'Azoto?" fa notare la mia dolce metà.

"Ma non è Azoto" protesta la guida.

"E allora cos'è?"

"Ma giel'ho detto, no? Il sistema antincendio" e sorridendo ci accompagna alla fine del percorso guidato, con impresse nella mente quelle bobole giganti piene di Azoto liquido pronte ad entrare in funzione in caso d'incendio e a congelare il povero malcapitato che dovesse trovarsi in quella sala. Glom.

Ma la nostra guida dà il meglio di sé quando, dopo averci fatto vedere un sarcofago del II secolo ritrovato sotto terra (testuali parole), la mia dolce metà le si avvicina e le domanda:"Scusi, ma sono visibili resti della villa d'età romana?" con il proposito di sapere se sia possibile vederli.

E lei risponde: "Ma certo che si vedono, sennò come avrebbero fatto a capire che si trattava di una villa d'età romana?"


Ecco, il resto della popolazione di Farfa è così. Il camerieri della trattoria che ti sconsiglia di prendere gli gnocchi al tartufo, perché gli gnocchi sono patate e col tartufo stanno male (Ma quando mai?), e la tizia che vende le ciambelline la quale ci promette la pizza fritta nel primissimo pomeriggio, salvo poi dircialle tre e dieci:"Eh, devo chiudere perché devo fare la pizza. Riapro tra un'ora" e rimuovere le nostre facce quando, dopo un'ora passata a vedere la vicina Toffia, ci riaffacciamo per l'agognata pizza.


Scherzi a parte, una bella gita, una bella mangiata, una bella giornata con gli amici, ed un bel colpo di sole che ha costretto la sottoscritta a coricarsi alle sei e mezzo del pomeriggio. Ne vale la pena? io direi di sì, ma vi consiglio di chiudere orecchie e cervello quando vi recherete alla visita guidata.



Autore: GoldFrancine | Data: martedì, 03 giugno 2008, 11:28 | viaggi, fuffa, arte, amici, leggende, la mamma dei cretini, stranezze stranissime
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In loving memory

Wherever he is, I hope he rolls good stats on his next incarnation.







Rich Burlew








Francine, Arpegius, Emeraude, Milo, Alesa Popovich, Vassili, Alcyone, Lance, Tetsuya, Solo Mistral, Emil Sinclair, Kermit e tutti gli altri che adesso non ricordo ( l'età si fa sentire), si stringono commossi e partecipi, ed augurano al caro Grande Vecchio tutti i 18 per le stats  una montagna infinita di 20 naturali.

E. Gary Gygax non se n'è andato. Semplicemente, da bravo master sta preparando la più spettacolare campagna dell'Eternità. Non t'incazzi se le stats le tiro già da adesso, vero?

Thank you.



Autore: GoldFrancine | Data: giovedì, 06 marzo 2008, 08:02 | pensieri e parole, leggende, d&d
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Cavalieri, a me!

Buonasera a tutti voi.

Sto facendo una ricerca per un sondaggio da allegare alla mia tesi di Laurea. Ho bisogno del vostro aiuto.

Vorreste sottoporvi ad un piccolo esperimento?

Il candidato dovrà fornirmi la risposta a tre quesiti, ed indicare età, titolo di studio ed area geografica di provenienza (provincia di Massa, Roma, Milano città, ecc...). Questi ultimi dati sono assolutamente indispensabili per sviluppare l'identikit del campione preso in esame; non me ne vogliate, mi occorrono a fini esclusivamente statistici.

 

Le Domande a cui rispondere, qualora foste interessati (tranquilli non è un obbligo) sono le seguenti:

1) Qual è il primo nome che vi sentite di fare pensando ai cavalieri della Tavola Rotonda?  


2)Qual è l'episodio che legate di più al nome fatto sopra?


3) Motivate la scelta per il personaggio da voi citato


Le risposte potranno giungere sia in forma privata come p.m., sia come risposta pubblica all'interno di questa discussione. In quest'ultimo caso, vi prego di non sentirvi in imbarazzo qualora vi accorgeste che il personaggio che vorreste citare è già stato tirato in ballo da altri. Siate onesti e dite il primo nome che vi viene in mente, anche se altri lo hanno già citato.

Nel ringraziarvi immensamente per la cortese attenzione, vi auguro una serena buonanotte.



Autore: GoldFrancine | Data: venerdì, 23 novembre 2007, 18:20 | leggende, studium urbis
Quanti commenti (12) ci sono?



Ho visto cose...

...che voi umani non potreste immaginare...


(No, quello era un'altra cosa)


Ricominciamo: Lucca 2007. Quest'anno,a  differenza dello scorso, decidiamo di andarci di venerdì e non di sabato, a) per trovare qualcosa negli stand (eh, eh, eh...) e b) per non trovarci sommersi da veri personaggi di sconosciuti videogiochi/giochi di ruolo/anime pacchiani eccetera, eccetera.


Purtroppo, sappiamo che il meglio del meglio delle prewiev e dei concerti ce lo perderemo, ma - ci chiediamo- cos'è meglio? Farci ore di macchina per tornare indietro con qualcosa di succulento, oppure per starcene un paio d'ore impalati a vedere delle gente che suona sul palco o che sfila per la gara dei cosplayers( anche se l'Actarus dello scorso anno era davvero figo!)?


Optiamo per la prima possibilità. Quindi, in macchina di buon'ora ( mezzogiorno) ci affacciamo alla fiera di Lucca verso le tre meno qualcosa. Biglietto e braccialetto ce ne andiamo a zonzo per i padiglioni, fino a quando, con le buste piene di acquisti ( e un po' di madonne per la brevità della mostra su Corto Maltese)  non decidiamo di tornarcene a casetta bel belli. Ed è in quel momento che il ranger che dorme nella mia dolce metà si desta, appizza le orecchie (termine scientifico) e indica lo spazio del palco asserendo: "questo è Nico Fidenco".


"Ma no- ribatto io- Ti pare che Nico Fidenco viene a cantare Bem a Lucca, lui che ancora è legato al Granello di sabbia?"


Ma sì, ma no, ma sì, ma no, decidiamo di andare a vedere, tanto dovevamo comunque passare di lì per tornare alla macchina. Ed aveva ragione lui. Sul palco c'era proprio Nico Fidenco che cantava Hela Supergirl.


Scatta il coro. Nico termina la canzone e se ne esce con un discorso senza molto senso. Poi è la volta di Arnold ( ridete, ma alla prima festa cui ho partecipato c'era anche questo disco! ^_^), con gli ultratrentenni ( e le neo-trentenni con la memoria da elefante come la sottoscritta) che canticchiavano "Arnold, Arnold, sempre nei guai. Una ne pensi, cento ne fai".


Jane e Micchi, che probabilmente si ricordava solo la sottoscritta e altre due anime derelitte, segue a ruota il ragazzino pestifero, e ancora regge il palco.


Altro deliquio senza scopo, scatta il momento - ghraditissimo- di Jenny la tennista e Nico decide che è l'ora della verità: ci spiega cosa cazzo sia 'sta benedetta 'legge del fil di ferro'.

"Ho pensato che chi cantava stesse assistendo ad una partita di tennis, e a furia di andare da una parte all'altra del campo per seguire la pallina, ad un certo punto la testa si staccasse. Come il filo di ferro." e via a cantare Jeremy & Jenny mentre alle sue spalle scorrono le immagini del cartone ( e io a chiedermi perché lei non scegliesse quel figo di Jeremy invece che perdere tempo appresso a Teddy).


Ed è allora che scatta la magagna. Nico non si ricorda una beneamata sega. Non conta. Non sa quando deve attaccare a cantare. Legge delle parole come se fosse la prima volta che se le trova davanti ( ma prepararsi no?).  Il fondo si tocca con Sam, ragazzo del west. A sua discolpa, va detto che questa canzone ha gli attacchi non facilissimi, che il ritmo cambia un paio di volte e che contare non è proprio nelle corde di Nico: tuttavia, sono molti i pezzi in cui mugugna le parole scritte, da la colpa a chi gli ha stampato quei fogli, e chiede scusa al pubblico, incolpando terze persone.


Bem, il mostro umano, pare sia già stata eseguita, cita in continuazione sua figlia Guendalina, e si avvia al gran finale con Cyborg, i nove supermagnifici che esegue discretamente. Ma, sul finale, mentre la gente lascia il piazzale dopo due ore delle sue canzoni, scatta la follia. Il povero Nico intona da solo Legata ad un granello di sabbia.

Ed io ho il ricordo di noi che ce ne andiamo via di schiena  la sua voce che ci rincorre per le strade strette della città.


Lampi e tuoni di furore.

Ma è in macchina che il mio cervellino (invece di pensare a Cesare di Fuyumi Souryo, ai dvd che la mia dolce metà mi ha regalato, al posto da trovare per i volumi di Ace o Nerae, che mi procurerò al più presto, o alla questione se valga la pena o no di prendere Le Chevalier d'Eon [ mi sono un po' rotta le balle delle serie bignami ], invece di pensare  a cose serie, dicevo...) inizia a massacrare neuroni circa una frase detta da Nico sul palco.

"Eh, di sigle ne ho fatte tredici, più i telefilm..."


Tredici? Ora, anche contando, io non arrivo che a nove:

*Bem;

*Cyborg, i nove supermagnifici;

*Jenny la tennista;

*Jane e Micchi;

*Hela supergirl;

*Don Chuck Castoro ( una e due);

*Sam, ragazzo del west;

*Microsuperman; ( ammazzate Mamezo!!)

*Fantasupermegaultra;


 


Cosa manca????


Aiuto!!


 



Autore: GoldFrancine | Data: lunedì, 05 novembre 2007, 22:30 | fuffa, canzoni, televisione, leggende, so 80s
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Il lupo di Gubbio

Come alcuni di voi sapranno, sto preparando seriamente la tesi.

"Ancora?!", diranno le malelingue che, non si sa perché, bazzicano da queste parti. Stavolta pare sia tutto vero, non ci credo neppure io, ma sono due mesi che mi sto rincitrullendo appresso ai cavalieri medievali e ai tornei. E tra i tanti volumi/fotocopie/dispense/articoli che sto spulciando, c'è un testo geniale di Franco Cardini, "Alle radici della cavalleria medievale" che consiglio caldamente a tutti coloro che vogliono saperne di più su questi uomini che avevano fatto la propria ragione di vita del mestiere delle armi.

È un testo molto completo che dà annotazioni di vario genere, specie per quel che riguarda le popolazioni provenienti dal freddo Settentrione. Una miniera d'oro per me, che sto annotando certosinamente anche quegli spunti che mi serviranno, poi, per un domani. Se tutto va come dovrebbe, scriverò personalmente al Professore un telegramma in cui ammetterò: "avevate ragione! La Tesi è un metodo, non una ricerca fine a se stessa!".

Ma adesso concentriamoci sul hic et nunc, o parto per la tangente, come al mio solito.

Parlando d quei guerrieri la cui ferocia in battaglia li rendeva noti per essere degli uomini bestiali, Cardini cita i berserk e spiega che la loro natura era quella di essere soldati al di fuori dei gruppi comitali costituiti, e che proprio la loro natura di reietti, che li poneva ai margini della società, li faceva considerare alla stregua di cani sciolti.

E Cardini, dopo una lunga disquisizione che riassumervela qui in due righe sarebbe un delitto, propone, in nota, l'idea che il Lupo di Gubbio che infestava le contrade ammazzando e depredando le greggi, altro non fosse che un fuorilegge, un uomo che viveva ai margini della società come un cane randagio. Ed ecco, allora, che avrebbe senso il discorrere di Francesco con lui, e il suo diventare quasi umano. Probabilmente, le colpe del reietto erano così gravi che i cittadini di Gubbio non avrebbero mai dimenticato le sue azioni, tuttavia il Lupo non fu più scacciato dalla città, e,anzi, la gente cominciò anche a portargli da mangiare.


Il discorso fila che è una bellezza, e mi spinge, proprio oggi che di Francesco è la festa ( Auguri a tutti coloro che portano il suo nome: siate uomini liberi, com'è nel destino del nostro nome), a chiedermi quanto di cifrato ci sia nelle storie e leggende che siamo abituati a conoscere sin da bambini.


In attesa di archiviare la tesi e mettermi a pensare a codesto quesito, oggi ho dei validi motivi per essere contenta. Innanzitutto, è il compleanno della mia sorelluzza, Shiva. Cento di questi quarti, sorella!


Quindi, dopo il bellissimo racconto di Reika, anche H. Aster me ne ha regalato uno tutto su. Su Goldrake. E adesso ho la scusa per smanettare un po' con Photoshop per creare un layout come Dio comanda.


Infine, come se non avessi già motivi per sorridere, oggi mi arriva un bellissimo commento da parte di R. E mi dice di tenermi perché ha in serbo una sorpresa per me. Ecco. ha scatenato al bestia che dorme in me, come l'orso nel ebrserk.

Io potrei morire di curiositààààà.......



Autore: GoldFrancine | Data: giovedì, 04 ottobre 2007, 21:57 | pensieri e parole, leggende, studium urbis
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Grazie, Andrea

Questo sarà un post sconclusionato. Più del solito. Me ne scuso con gli eventuali lettori, ma è enorme l'emozione che provo in questo momento.




 




Il 18 Aprile 2007 Andrea Giani ha dato l'addio alla pallavolo professionistica.







Domenica compirà trentasette anni.



Gioca a livelli professionistici da quando ne aveva quattordici.



Giocava, dato che oramai toccherà una palla solo per puro divertimento e non più in campionato.




Può sembrare stupido, ma per me si chiude davvero un ciclo. Per me, che ho iniziato a giocare quando l'Italia ha cominciato a far sentire la sua voce, e che ho divorato chili e chili diMaxicono solo perché lo reclamizzava lui ( chi ricorda la pubblicità lasci un messaggio, per favore) Giani è stato un punto di riferimento importantissimo, così come tutta Azzurra, la nazionale guidata da Velasco.




Cambio del testimone. Andrea ha lasciato spazio alle nuove generazioni.



È giusto che sia così.



Grazie di tutto, Andrea. Grazie di cuore.







 




Ha la mente di Velasco,



Ma tutto il resto fa da sé,



Quando Tofoli palleggia,



Pronto Giani sempre c'è...



Autore: GoldFrancine | Data: venerdì, 20 aprile 2007, 00:42 | pensieri e parole, auguri, leggende
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Preveggenza

Dieci anni fa, la sottoscritta uscì un pomeriggio con il suo - allora - amico Nino, e novellando del più e del meno tra un massacro e l'altro ( ricordo ai distratti che in quei giorni di dieci anni fa usciva il secondo volume di Devilman targato Dynamic Italia), la sottoscritta la buttò lì.

"Nino, senti, ma non sarebbe una figata immane se Go Nagai venisse un giorno in Facoltà per una conferenza su Devilman o Mazinga?" domandai ingenua, gli occhi verdi sgranati e sognanti che miravano il cielo di Aprile, ricco di promesse e bla, bla, bla...

"See... Go Nagai alla Sapienza? E magari accolto anche dalla Orsi? Io non credo che accadrà mai, nemmeno tra dieci anni..."

"Vabbé, ma la Orsi è da sempre una fan dei manga! Due anni fa tenne addirittura un corso monografico su Haikarasan ga Tooru."

"Nagai non verrà mai alla Sapienza. Che ti ci giochi?" e scommettemmo.

Dieci anni dopo, dieci chili in più e dieci amici in meno, apro internet e trovo questo.

Nino, ovunque tu sia, qualsiasi cosa tu adesso faccia, sappi che ho vinto quella scommessa! Anche se non ho la più pallida idea di quale fosse la posta in palio...

 



Autore: GoldFrancine | Data: mercoledì, 11 aprile 2007, 23:05 | fuffa, manga, amici, leggende, studium urbis
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Addio Ken

È morto Ken Ishikawa.

A 58 anni.

Così.

Da un momento all'altro.

Molti di voi neppure sapranno di chi diamine sto parlando, ed è triste se pensiamo che se mi metto a canticchiare una certa sigletta, indovinate subito di che cartone si tratta.

Ken Ishikawa è... era un collaboratore fidato di Go Nagai, e assieme avevano realizzato la serie Getter Robot. Sì, Space Robot e Jet Robot, con i tre mezzi che s'agganciavano fra di loro.

Non c'è molto da dire, tranne che dispiace.

Allego il link della pagina di d/visual dove è dato l'annuncio.

Addio, Ken



Autore: GoldFrancine | Data: martedì, 28 novembre 2006, 22:48 | pensieri e parole, amici, televisione, leggende
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Rivelazioni

Ieri pomeriggio, sono andata in fumetteria con Cris per tirargli un po' su il morale.

Premetto che quel sant'uomo mi sta raccogliendo tutta la serie di Re Artù in DVD (*_*), ma che l'impresa non si sta rivelando delle più semplici.

Passando davanti alla teca con i DVD, e notando non solo come mi mancano ancora molti volumi per finire i Gatchaman e Tekkaman ( e rabbrividendo al pensiero che Luca prima o poi m'ammazzerà), vedo questa copertina.

Quel buzzurro, se non sono impazzita del tutto, dovrebbe essere Tristano, mio grande amore di quando avevo sì e no tre anni e sorvolavo sul fatto che un'arpa a braccio servisse all'occorrenza come arco.

Chi vi ricorda quel baldo ragazzotto?



Autore: GoldFrancine | Data: martedì, 21 novembre 2006, 22:54 | fuffa, favole, pensieri e parole, manga, leggende
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