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Come sei
Hey girls, hey boys, Superstar DJ's, Here we go!
La sala è gremita. Brusio, rumori e gente che aspetta.
Il palco è vuoto, l'occhio di bue illumina un microfono che svetta solitario e nero contro la luce bianca e asettica.
Aspettano. Aspettano e osservano il palco con lo sguardo fisso, in attesa che sbuchi qualcosa dalle quinte.
E quel qualcosa, sono io.
Francine.
Vivo cantando le mie storie al suono della mia chitarra, spingendomi con i miei stivali e il mio fido morello in quelle terre oltre la frontiera e in quelle in cui il Mondo non è andato avanti, con il plettro al collo e tanta voglia di raccontare, raccontare, raccontare.
Le mie corde sono la lingua italiana, la buona scrittura mi fa da accordo e la continua ricerca della perfezione è il mio demone.
Sono una creatura senza tempo conosciuta con molti nomi, secondo la lingua dei paesi che ho visitato, ma, alla fine, essi riportano tutti a me.
A Francine.
Francine che imbraccia la chitarra e sale sul palco.
Lo spettacolo ha inizio.
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Lui: "Amore, mi ha detto zio che l'I-pod nano gargantua, che ha 345 Stra-Giga di memoria, lettura digitale, riconoscimento ad attivazione vocale, scansione della retina, fa pipì all'impiedi, caffé ed ammaza caffé, ci arriverà venerdì sera.
Lei: "Occhebbello! Grazie! Di che colore è?"
Lui: "Nero."
Silenzio.
Lei: "In quali altri colori avremmo potuto avere questa meraviglia?"
Lui: "Nero."
Lei: "E?"
Lui: "Argento."
Silenzio.
Lui: "Lo preferivi argento, forse?"
Lei: "Nooo, macchemidicimaaaaiiiii?"
Lui: "Capisco..."
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Madre: "Massì, non temere, i parenti di uo padre schiaffali pure in un tavolo unico in fondo alla sala. Tanto sarano solo zia Assuntina, zia Concetta, zio Crocefisso e zio Mortadella con zia Inzalatiera..."
Sposa:"No, beh, sai, pensavo che forse avrei potuto... aspetta un momento! Ma chi ha invitato al ristorante zio Crocefisso e zia Insalatiera???"
Madre: "No, è che capitano in città..."
Sposa: "Chi. E'. Stato?!"
Madre: "Tuo padre."
Sposa: "Ok. Sappi che sei vedova. Da ora."
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Madre: "Oh, fglia, tu che stai andando con i mezzi pubblici in culonia a ritirare le bomboniere e i saccheti che io ti ho costretto a fare per il rinfresco di dopodomani, puoi tu acquistare dei confetti acciocché io li possa offrire agli ospiti convenuti?"
Figlia: "E di grazia, Madreh, ove potrei trovare dei confetti?"
Madre: " Oh, Jean-Francine, acquistali pure dove io ho così graziosamente accettato che fossero realizzate le bomboniere..."
Mezzora dopo...
Figlia: "Oh, madreh, acquistai i confetti."
Madreh: "Quanto hai speso?"
Figlia: "Quaranta euro. Ma sono confetti di primissima categoria a cinque stelle e cinque cucchiai sulla Guida Michelin, non mi uccidereeeee..."
Madre: "Ma che sei pazza?! Perché non li hai comprati altrove, tipo dove hai fatto i sacchetti scrausi tu?!"
Figlia: "Perché avrei dovuto ordinarli almeno due settimane prima..."
Quarantotto ore dopo
Madre: "Abbiamo preso tutto? Su, su, caricate tutto sul cocchio, che siamo in ritardo sull'ansiosa e ansiogena tabella di marcia..."
Figlia:" Madre, ma mancano ancora tre ore a rinfresco.
Madre: "Taci, o stolta! E se i miei ospiti arrivano prima?"
Figlia: "Cazzi loro?"
Madre: "Scempiaggini! Andiamo, orsù! Hai tu preso tutto?"
Figlia: "Sì, manca solo quella busta..."
Madre:" Non importa, in quella b usta c'è il topicida. Andiamo orsù!"
... e portarono il topicida in compresse lasciando a casa i confetti a cinque stelle e cinque cucchiai della guida Michelin.
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Suocera: "Ti piacciono questi sacchetti?"
Sposa: "Beh, sì, anche perché posso farli in bianco e verde."
Suocera: "Cioé?"
Sposa: "Beh, sarebbero i colori che tuo figlio ed io abbiamo scelto per il matrimonio..."
Venditrice: "Ochie,siamo a posto. E lei, signora? Come li vuole i suoi sacchetti?"
Suocera: "Beh, visto che ci sono i colori fissati, direi verde e rosa!"
Sposa: "..."
Autore: GoldFrancine | Data: lunedì, 11 maggio 2009,
07:27 | varie ed eventuali, auguri, la mamma dei cretini
Quanti commenti (6) ci sono?
In questi giorni sto legiuchiando le vecchie discussioni all'interno dei forum di cui facevo parte qualche tempo fa, più che altro per (ri)trovare vechi link che ho perso per strada e che non saprei rimediare altrove. Ebbene, in uno di questi, più un cimitero monumentale che un forum a dirla tutta, accade un fatto curioso. Il forum è chiuso. Dunque, non dovrebbe più andarci nessuno a ficcare il naso, giusto?
Ebbene, non appena io faccio capolino in tutta la mia rutilante e solitaria presenza, ecco che ZAC, appaiono i primi anonimi. Che lievitano fino a numeri ragguardevoli, e sinceramente mi fa sorridere che un forum abbia più anonimi del numero legale degli utenti, ma vabbé, è un forum chiuso, teniamolo a mente...
Ora, sono sinceramente tentata di conoscere queste presenze. Di chiedere loro che cosa vogliano da me, perc hé è logico sospettare che vogliano avere un minimo contatto dato che esse appaiono non appena metto il nasino oltre i cancelli del cimitero. Vogliono solo parlare, poveracci no? Però io non so parlare con i morti, specie con quelli che non hanno la buona creanza di presentarsi... Capiamoci: come dovrei appellarmi a loro? Signore? Signora? Signorina? E se sbaglio tutto e lo spirto s'offende?
Oilà, siori spettri, io sono qui. Se ci siete, e vi va di cianciar con me, battete un colpo. Dove sto, lo sapete!
Edit: allo stato attuale, il cimitero conta unidici inquietanti presenze, oltre alla mia. Dopo meno di mezzora di passeggiata.
Autore: GoldFrancine | Data: mercoledì, 06 maggio 2009,
13:23 | fuffa, la mamma dei cretini, corte dei miracoli
Quanti commenti (1) ci sono?
Vi pare normale che un giornalista sportivo della RAI come prima domanda posta a quella gran signora di Federica Pellegrini, che non fa mistero del suo corpo, delle sue prestazioni amorose col fidanzato Luca Marin, che ha una faccia da maiala infoiata, sia "E' vero che hai un piercing sul capezzolo sinistro?"?
Autore: GoldFrancine | Data: giovedì, 12 giugno 2008,
11:22 | la mamma dei cretini
Quanti commenti (5) ci sono?
Tutti hanno a che fare con dei collaboratori esterni un po' lenti di comprendonio. Quelli che non afferrano al volo concetti lampanti, quelli che ti costringono a spiegare per filo e per segno l'ovvio, quelli che li devi pungolare cinquanta volte prima che facciano l'esatto contrario...
Ci siamo capiti, no?
Io me la devo vedere con un laboratorio analisi cui inviamo degli esami da analizzare. Il precedente, con questo laboratorio, è che lavorano svogliatamente, roba che Pinocchio era un ragazzino dligente. Ieri, verso le sedici, li chiamo per chiedere loro se potevano portarci delle provette per dei tamponi. Tamponi che, ci tengo a sottolineare, noi poi rispediamo loro con il prelievo bell'e fatto. Parlo con la nuova segretaria, la quale mi cade dalle nuvole.. "Eh, non so, devo chiedere il permesso alla dottoressa, io non posso uscire..."
"Ok", rispondo io."Non ne ho bisogno adesso, puoi portarmeli, per favore, quando esci?" e lei si fa lasciare il telefono dello studio.
Verso le diciotto e dieci suona al citofono, le apro, e questa sale. E deposita sul bancone della segreteria i tamponi già prelevati con le impegnative delle relative pazienti. Io e la dottoressa la guardiamo con gli occhi a puntino, esterrefatte.
"Eccoli qua, vi ho portato i tamponi" ci dice tuta garrula.
"Ma che mi hi riportato i tamponi fatti?" domando io perplessa.
"Sì, perché?"
E a quel punto, parte la dottoressa a farle il cazziatone. Perché quei tamponi, fatti ieri pomeriggio, dovevano essere preparati nello stesso pomeriggio, e NON dovevano fare avanti e indré, soprattutto a testa in giù. Quindi, significa che tu non hai capito una mazza di come si svolge il tuo lavoro. Tu sei il Laboratorio, mica io. Che me li riporti a fare quei tamponi? Che ci faccio io? Li analizzo a furia di sputi?
Autore: GoldFrancine | Data: giovedì, 12 giugno 2008,
11:07 | la mamma dei cretini
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Io mi chiedo cosa si scoli quest'omino qui.
Cognac avariato? Mortali mix di candeggina, alka-seltzer e grappa 99 erbe?
No, secondo me ne verrebbe fuori un interessantissimo argomento per una tesi di psicologia (potrei proporla al Fratello, gicché mi ci trovo), perché, francamente, io sto ancora qui a chiedermi come cazzo ci vedano i giapponesi se uno di loro (campione non rappresentativo, me ne rendo conto) decide di battezzare un personaggio con il meraviglioso soprannome di Death Mask, ed il suo predecessore (uguale in tutto e per tutto, tranne che per il carattere decisamente più buono) Manigoldo.
MANIGOLDO?
Qualcuno regali a Kuru-kuru un dizionario d'italiano, ve ne supplico..
Autore: GoldFrancine | Data: venerdì, 06 giugno 2008,
19:15 | saint seiya, la mamma dei cretini
Quanti commenti (3) ci sono?
Eh, lo so, lo so che vi aspettavate un altro capitoletto di "Sorpresa!", ma sapete anche voi come vanno certe cose, no? Magari per tutto il giorno uno non ha idee, salvo poi essere visitato da Calliope ( o da chi pare a voi, sono gusti...) proprio quando se ne sta beato sotto le coperte, in quell'ora tranquilla che è quella del dormiveglia. È in momenti come questi che si dicono, fra l'altro, castronerie atomiche che chi divide il letto con te finge di a) non cpaire; e b) imputarle a sogni particolarmente vividi. L'altro giorno la mia metà mi ha sentito chiamare Akio nel sonno. Akio. Io. Esiste vendetta più dolce, Ohtori-san?
Ma non perdiamo il filo. Si diceva di quando si hanno intuizioni serali e, vuoi per non svegliare chi ti dorme accanto, vuoi per la pigrizia che ti impedisce di prendere appunti sul quaderno posto allo scopo sul comodino (ho un comodino e non lo uso... non sono normale...), demandi il tutto al giorno successivo. In fondo, che sarà mai? Si tratta di procrastinare di una manciata di ore, mica sarai così rincoglionita da dimenticare tutto come se non l'avessi MAI pensato, no?
E invece sì. Perché quando ti siedi a scrivere (non importa quale sia il mezzo) ti accorgi che nella migliore delle ipotesi hai rimosso tutto, ma tutto, tanto che potresti affittare il tuo cervello per ricavarne degli uffici open space. Nella peggiore delle ipotesi, invece, vedi solo la faccia sorridente di Akio che ti invita a far un giro in auto con lui. Poi io gli chiedo di guidare e lui risponde signorilmente "Scordatelo!" e svanisce in una nuvola di zolfo.
Percui, gentili dame e gentili cavalieri, vi parlerò oggi della gita fatta domenica scorsa al Monastero di Farfa (RI).
Domenica, per evitare sia la pioggia prevista per lunedì, sia la calca immonda che avrebbe affollato le strade per il rientro dalle lungo finesettimana. Andiamo a Farfa, ridente borgo arroccato attorno alla splendida abbazia del sesto secolo dopo Cristo. In chiesa si stan tenendo delle comunioni, per cui ci rechiamo in Erboristeria per alcuni acquisti ( il sapone alla Rosa di Maggio, il sapone alla Rosa di Maggio!) ed apprendiamo dalle invogliatissime commesse che si può visitare il monastero ad orari prestabiliti. Ok, prendiamo cinque biglietti, attendiamo che scattino le 12:30 ed andiamo a zonzo per lo sputazzo di paese (davvero tre case e quattro galline) intorno.
Alle 12:30 si compie il nostro fato.
Entriamo nel cortile esterno della parte visitabile del monastero, cortile in cui staziona una curiosa installazione di quattro alberi dal fusto colorato, posti attorno ad una vasca per i pesci rossi. Mah. Arriva la guida, che con la competenza di un personaggio/,macchietta dei film di Alberto Sordi ( e con un dialetto incredibile) ci informa che il portale da cui stiamo per passare è un resto di età carolingia. Anzi, di stile carolingio.
Entriamo, ci disponiamo a semicerchio e la guida ci fa vedere una pianta ricostruita (da un bambino pazzo) dell'abbazia carolingia che intersecava l'odierna abbazia di farfa, nata su resti del IV secolo a.C. Un tizio con le bretelle pone una domanda: "Scusi, ma chi erano i Carolingi?" (Prima mazzata), a cui la guida risponde con competenza: "Beh, i Carolingi erano una popolazione antica, venivano dalla Francia..." (pugnalata).
La guida racconta alcune curiosità, poi ci porta nel chiostro, ricostruito nel 1933, e ci illustra come siano stati eseguiti lavori di restauro molto scrupolosi dello stile precedente, ossia il romanico.
E l'amico Bretello chiede:"Scusi, cos'è il romanico?", cui la guida risponde "quello" indicando una povera bifora.
Viene poi il momento del percorso guidato che spiega in modo romanzato la storie dell'Abbazia, storia riassunta in cinque minuti cinque dalla guida che cita entrambe le leggende di Farfa, quella del Drago e quella dei tre cipressi.
La leggenda del drago è così riassumibile: San Lorenzo Siro sconfigge il Drago, ossia il paganesimo esistente sui monti della Sabina. Fine.
La leggedna dei tre cipressi: San Tommaso, in terrasanta ha una visione della Madonna (risate) che gli dice di fondare un'abbazia nel lazio, rpendendo come punto di riferimento tre cipressi. Fine.
La guida lascia spazio all'installazione multimediale attorno cui occorre girare in semicerchio. Sopra ogni stazione (10 in totale) è posta una fotocellula che illumina la stazione e fa partire la voce preregistrata di un certo attorone, Walter Nonsocosa (ribattezzato Walter Pedegazzi), che legge in un italiano antico (che io trovo curiosamente simile al dialetto parlato dalla Guida) la storia di Farfa.
La guida ci avvisa che le stazioni partiranno a canone, per dare l'idea delle preghiere dei monaci benedettini. Entriamo, ed indovinate un po' chi è che rompe le palle agli altri eprché non vadano avanti "sennò non si capisce niente"?:
Esatto, Bretello e la sua degna signora, i quali, non paghi di essersi fatti tutte le stazioni, tornano indietro per uscire dall'entrata. Mistero.
La guida ci porta poi in Biblioteca, dove possiamo ammirare dei libri risalenti al 1230 (immaginate i miei occhi...), ed anche una copia dell'Enciclopédie di Diderot e D'Alambert. Ma i nostri occhi sono catapultati addosso a delle immense bombole verde acido su cui campeggia in bianco una poco rassicurante N. Dopo le ciance della guida, l'amico del cuore di Bretello (che durante TUTTO il percorso ha dimostrato l'insolita capacità di ficcarsi davanti alla gente per scattare le foto, salvo poi scazzare perché gli sei passato davanti) si avvicina e chiede a cosa servano mai quelle bombole.
"Ma è il sistema antincendio" cinguetta la guida.
"Con dell'Azoto?" fa notare la mia dolce metà.
"Ma non è Azoto" protesta la guida.
"E allora cos'è?"
"Ma giel'ho detto, no? Il sistema antincendio" e sorridendo ci accompagna alla fine del percorso guidato, con impresse nella mente quelle bobole giganti piene di Azoto liquido pronte ad entrare in funzione in caso d'incendio e a congelare il povero malcapitato che dovesse trovarsi in quella sala. Glom.
Ma la nostra guida dà il meglio di sé quando, dopo averci fatto vedere un sarcofago del II secolo ritrovato sotto terra (testuali parole), la mia dolce metà le si avvicina e le domanda:"Scusi, ma sono visibili resti della villa d'età romana?" con il proposito di sapere se sia possibile vederli.
E lei risponde: "Ma certo che si vedono, sennò come avrebbero fatto a capire che si trattava di una villa d'età romana?"
Ecco, il resto della popolazione di Farfa è così. Il camerieri della trattoria che ti sconsiglia di prendere gli gnocchi al tartufo, perché gli gnocchi sono patate e col tartufo stanno male (Ma quando mai?), e la tizia che vende le ciambelline la quale ci promette la pizza fritta nel primissimo pomeriggio, salvo poi dircialle tre e dieci:"Eh, devo chiudere perché devo fare la pizza. Riapro tra un'ora" e rimuovere le nostre facce quando, dopo un'ora passata a vedere la vicina Toffia, ci riaffacciamo per l'agognata pizza.
Scherzi a parte, una bella gita, una bella mangiata, una bella giornata con gli amici, ed un bel colpo di sole che ha costretto la sottoscritta a coricarsi alle sei e mezzo del pomeriggio. Ne vale la pena? io direi di sì, ma vi consiglio di chiudere orecchie e cervello quando vi recherete alla visita guidata.
Autore: GoldFrancine | Data: martedì, 03 giugno 2008,
11:28 | viaggi, fuffa, arte, amici, leggende, la mamma dei cretini, stranezze stranissime
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Ciao bello.
Sì, sugno sempre io, Death Mask. La picciridda qui mi ha minacciato di farmi saltare i gioielli di famigghia con uno schiocco di dita se nun t'avessi portato quest'ambasceria. Quindi, visto che io ci tengo alle mie cose e che voglio che restino dove si trovano, e visto che, in caso contrario, diventerei molto, molto nervoso ( E non è una buona idea farmi diventare nervoso, sappilo. Tu sarai anche un dio, ma io gli dei me li pappo a colazione.), eccomi qui.
Per cui stappati quelle orecchie e ascoltami.
La meschinedda ti ordina di non (NON) ricomparirle più davanti per almeno i prossimi cinque anni. Cinque. Le vedi queste dita? Ecco.
E, possibilmente, se la cosa non ti reca troppo disturbo (in tal caso dillo, che ti faccio saltare un paio di dita tanto per essere gentili), evita di ricomparirle davanti insieme ai seguenti soggetti: Saint Seiya, Demian e Capitan Harlock.
Anzi: evita proprio di ricomparire, che è meglio per tutti quanti, credimi.
Perché tu adesso mi vedi così, carino e coccoloso, ma sappi che se mi salta la mosca al naso, meschinedda o meno, non ci metto niente a staccarti quella testaccia dal collo e ad incassarla ersonalmente in un angolo della Quarta Casa.
Uomo avvisato ecc. ecc.
Baciamo le mani, anzi no.
Cancer Death Mask
Autore: GoldFrancine | Data: venerdì, 02 maggio 2008,
09:13 | fuffa, la mamma dei cretini, quarta casa
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Una delle Regole d'Oro di questo sito è che non si parla di politica, né di religione, e finora mi sono sempre adoperata affinché questo divieto restasse osservato.
Ma adesso è ora che anche io faccia sentire la mia voce.
Tutti saprete l'ultima cattiva novella, quella relativa al fatto per cui è allo studio una proposta di legge per riconoscere qualsiasi blog o sito, anche privato e non con fini di lucro, un prodotto editoriale. Ne consegue che, divenendo prodotto editoriale, si debba esser regolamentati come i giornali che escono nelle edicole, ma che, invece che raccontare i cazzi propri, raccontano le notizie in tempo più o meno reale, o i cazzi delle varie attricine, attricette, freschette che sculettano a destra e a manca e dicono di aver studiato per fare questo mestiere...
E le regolamentazioni, non costano, forse?
Ora, vi dico una cosa: se delle regole se le danno dei bambini di sei anni, riescono a stilare un decalogo perfetto, con tanto di eventuali deroghe ed eccezioni alle regole.
Se ci si mettono degli adulti, le cose peggiorano proporzionalmente a quanto gli adulti sono 'cresciuti'.
Se ci si mettono dei politici, state sicuri che non se ne esce.
Se ci si mettono dei politici italiani, non se ne esce vivi.
Ora, non solo un qualsiasi blog verrà trattato come un giornale ( e di ciò ringraziano le firme autorevoli della carta stampata che vedranno i loro pezzi paragonati a quelli amletici di Skulettina91 su quanto sia più figo avere le calze a righe rosa o verdeacqua) e, come tale, iscritto all'albo appositamente creato, e tassato.
Io non credo che siano arrivati al punto di tassere il tmepo libero degli italiani per rimpinguare il tesoro scialacquato dal Berlusca (perché nessuno ha fatto lo stesso casino quando si è inventato la genialata del digitale terrestre, che non fa vedere nulla se non i programmi che vedi comodamente tramite l'antenna mezza sghemba che sta in terrazza?), né voglio credere che si tratti di un mezzuccio per chiudere la bocca a Beppe Grillo, reandendo martire chi non aspetta altro.
Con tutto il rispetto per il signor Grillo, io non scendo in campo con lui. Scendo in campo per me stessa, e a volte capita che i miei ideali coincidano con quelli di qualcun'altro. L'unione fa la forza, è vero, ma non associo il mio nome a quello di Grillo come farebbero tante brave pecorelle dietro al pastore dal nodoso bastone. Ho letto il testo che gira adesso su internet e che anche voi trovate qui; se le cose stanno realmente come scritto, allora io scendo in campo per pretendere, pretendere - da brava rompiballe quale io sono ( altre persone userebbero termini meno lusinghieri e che prevederebbero il mio avanzare scandito dal celebre passo dell'oca, ma purtroppo per loro non ho mai partecipato a certe riunioni giovanili) - pretendere, dicevo che la mia libertà di poter dire quello che penso e come la penso in rete.
La rete appartiene a tutti. Va regolamentata, certo. Va migliorata, certo. Ma far pagare un pedaggio non è la soluzione ad eventuali problemi della rete, che sono tanti e che crescono come funghi. La libertà morirebbe in quel preciso istante.
Ed è per quella libertà , non per Beppe Grillo, che rompo qui il veto imposto alla politica, per la libertà mia e di altri miliardi di persone di potersi esprimere liberamente, gratuitamente, e raggiungere altri esseri umani in tutto il mondo con un solo click.
Per la libertà di dar corpo alle mie storie senza dover pagare una tassa; a quel punto, farei prima a contattare un editore e a sottoèporre il mio manoscritto per una pubblicazione (che pagherei io e di cui acquisterei le prime cento copie regalandole, di fatto, ad amici e parenti)!
Voglio che la rete resti libera. E gratuita.
Per questo ho cancellato il commento di Bellini in cui metteva al corrente la mia isola dei cambiamenti che il vento sta portando. Mi sono informata. Ho firmato la petizione, e invito voi tutti a fare altrettanto.
Per una volta, mettiamo da parte le cazzate e pensiamo a qualcosa di serio.
Autore: GoldFrancine | Data: lunedì, 22 ottobre 2007,
22:17 | fuffa, la mamma dei cretini, stranezze stranissime
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Ridere è la migliore medicina Come molti di voi sapranno, negli Stati Uniti d'America il Sistema Sanitario nazionale è retto in buona parte ( se non del tutto) dalle Assicurazioni private.
In pratica, la sanità non è gratuita come da noi, tutt'altro: la tua compagnia assicurativa ti garantisce le prestazioni sanitarie, se la malattia rientra tra quelle coperte dalla tua polizza.
Il documentario si apre, appunto, con due storie di persone che non ce la fanno a pagare un premio assicurativo, e le loro storie ( allucinanti) in merito.
Ma questo documentario non è dedicato a chi non ce la fa, ma a quei cittadini che hanno creduto all'american way of living, e che si sno ritrovati con la carota in quel posto.
Tra infanti morti, volontari di Ground Zero affetti da varie patologie respiratorie, mentali e altro che non sto qui ad elencare, Michael Moore mostra all'America come non solo le polizze sanitarie non fanno altro che ingrassare i soliti maiali grassi ( e il più grasso di tutti indovinate un po' qual è? Esatto...), ma come altri sistemi siano non solo fattibili, ma vincenti.
Ed ovviamente, quali paesi sono presi sotto esame?
Il Regno Unito, la France e... Cuba.
Altro non vi racconto, così da non rovinarvi l'eventuale visione di questo documentario.
Dal canto mio, ho trovato alcuni passaggi geniali, alcune scelte e le facce del regista divertentissime. L'unica pecca è lo scivolone verso il pietismo che già aveva fatto la sua comparsa in "Fahrenheit 9/11". La sofferenza della gente supplisce alcuni dati infondati ( se la famiglia media francese ha un reddito pari a quello della coppia campione del documentario, allora le proteste delle Banlieu? Come si spiegano?), e gettarla sempre sul politico per attaccare un'amministrazione che, invece, è uscita rafforzata dal tuo ultimo documentario non sempre può risultare una scelta vincente.
Resta, comunque, un buon prodotto, ed un modo per trascorrere due ore e mezzo pensando.
A voi la parola.
Autore: GoldFrancine | Data: lunedì, 27 agosto 2007,
21:24 | cinema, la mamma dei cretini, stranezze stranissime
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Il fine settimana comincia il venerdì sera.
D'accordo con un'altra coppia di amici, acquiostiamo i biglietti per il secondo spettacolo, andiamo a cena nel ristorante cinese di fronte al cinema, e accendiamo un cero a Terenzio affinché la serata sia propizia.Perché?, vi starete chiedendo. Semplice: siamo andati a vedere "Epic Movie", che veniva pubblicizzato come un film del regista di "Scary Movie".
Sì, ma quale "Scary Movie", i primi due episodi mosci mosci, oppure il fenomenale terzo e il divertente quarto?
Abbiamo acceso un cero a Terenzio e pregato dentro di noi che si trattasse del secondo caso.
La nostra preghiera è stata accolta da Plauto.
Ma andiamo con ordine.
Il suddetto Cineplex si trova sotto casa della sottoscritta, ed io abito in periferia.
Va da sé l'equazione: venerdì+prima uscita+periferia= sala gremita di coatti.
Ed infatti i soggetti che avevamo davanti erano assurdi.
Premetto che TUTTI durante la proiezione della pubblicità e dei trailers cinematografici parlavano con l'amico sistematicamente seduto dal lato opposto della fila.
Premetto anche che in ogni cinema che si rispetti, fatte eccezioni per quelle poche sale, il posto assegnato è specificato tramite una sigla alfanumerica, dove in genere la lettera indica la fila e il numero il posto.
Sala 5 I9, indicherà un posto all'interno della sala numero 5, nella fila I al seggiolino numero 9.
Non è difficile, no?
Come la battaglia navale, chi non ha mai gridato G6, cui in genere si rispondeva 'colpito', oppure 'colpito e affondato' oppure 'acqua' ( alla sottoscritta rispondevano sempre acqua)?
Ora, davanti a noi c'erano quattro soggetti di difficile inquadramento. Erano troppo stupidi per essere dei coatti. Troppo malvestiti per essere degli zori. Troppo... troppo decerebrati per poter circolare a piede libero.
Iniziano le pubblicità ed appare quella dell'automobile sullo sfondo della canzone "Meravigliosa Creatura" della Nannini.
Questi tizi, condensati nel fighetto magrolino, cantano a squarciagola, dimenandosi come forsennati.
Arriva il trailer del film "Transformers", e tutta la sala a chiedersi a voce alta "Oddio, ma che sarà mai?", e in questo tenete presente che l'età media si aggirava attorno ai diciotto anni, grazie anoi quattro e a pochi altri vicini alla trentina, talmente idioti da andare il venerdì sera nell'habitat del coatto locale.
Quindi, tornando indietro a bomba, chi di loro poteva conoscere i Trasformers, alias Megatron e Commander ( aka Optimus Prime)?
Il fighetto decerebrato di cui sopra, vestito di nero dalla testa ai piedi, urla "Aò, ma è er firme de li Paue Renge... Daje Paue Rengeeee!!!!!" dimenandosi come un capitone preso al laccio.
A quel punto, il mio cervello ha proiettato le immagini della rissa che ne sarebbe seguita: io che insultavo il coatto, gli amici che intervenivano e il mio fidanzato - poveraccio - che cercava di salvarmi da quelle furie analfabete.
Ma all'improvviso, la svolta. Lassù qualcuno mi ama, perché si sono appropinquati trulli trulli sei ragazzi intimando ai coatti di cui sopra di cedere loro i posti, poiché erano quelli loro assegnati.
Capite?
Il codice alfanumerico era troppo difficile da leggere, così i cretini di cui sopra si sono imbucati nel primo posto di loro gradimento.
Ovviamente hanno protestato pur essendo in torto, adducento risposte come "Aò, ma che cazzo voi, so arivato prima io, a stronzo, bla bla bla". Al chè, il primo di fila degli altri sei ha elegantemente aggiunto "Chiamo la maschera e vediamo?", cui i coatti non hanno replicato.
Probabilmente, non sapendo chi o cosa fosse questa maschera, hanno deciso di alzarsi e di andarsee avanti, senza preoccuparsi di guardare i posti loro assegnati alla biglietteria.
Dio mi ama!
Peccato che l'amore si sia esaurito lì, perché il film è una mezza sola.
Il regista era, ovviamente, quello dei primi due "Scary Movie", visto che le battute erano tutte a sfondo sessuale/boccaccesco e con delle idiozie degne dei coatti di cui sopra.
La trama non ve la spiattello, visto che non c'è: è una rivisitazione di "Narnia" grazie ad altre parodie( Se la volete, la trovate qui.).
La più riuscita, oltre all'Harry Potter vecchio, è quella di X-man. L'attore che interpreta Ciclope è U-gu-a-le all'attore della trilogia sui mutanti. E questo fa riflettere.
Se amate questo genere di idiozie ( a cui mette fine Jack Squallor passando con la sua ruota da mulino), andate, anche se vi consiglio di sfruttare gli spettacoli del mercoledì e/o del primo pomeriggio.
Almeno pagate meno...
Sabato, invece, dopo una giornata casalinga che più casalinga non si può, è la volta di una pietra miliare del cinema.
Sto parlando di "Rashomon" del compianto Akira Kurosawa.
Capolavoro assoluto, un racconto sul racconto in cui avviene un omicidio, ma, mentre in tutti gli altri gialli gli imputati cercherebbero di assolvere loro stessi dall'accusa, tutti i coinvolti si attribuiscono la responsabilità dell'accaduto, generando tre evrsioni differenti. Quattro, se si aggiunge la versione di un testimone oculare che ha denunciato il fatto, ma ha omesso di aver visto con i propri occhi come si sono svolti gli eventi.
Sembrerebbe, quindi, che la versione più attendibile e vicina alla verità sia quella del taglialegna, testimone oculare; ebbene anche di lui si può dubitare, in quanto non completamente sincero, visto che ha omesso alcuni particolari relativi ad un pugnale di grande valore.
Dov'è, dunque la verità?
Ci si può fidare del prossimo?
Perché anche i morti mentono?
Come faccio io a credere negli altri?
Il monaco, cui il taglialegna racconta la vicenda, decide di fidarsi del suo prossimo, dimostrando che c'è comunque possibilità di redenzione e pentimento per chiunque.
Domenica, invece, prima di giocare e massacrarci di botte a "City of Villains", io e l'amato bene ci siamo sparati il primo episodio della nuova serie dedicata al capitano più figo, tenebroso e magro dello Spazio: Capitan Harlock.
Che, in copertina, è chiamato stranamente Herlock.
Non fidandomi, ci siamo visti la prima puntata, dove non ci si capisce moltissimo, ma i semi sono ben sparsi per appassionare lo spettatore: Harlock è sparito da cinque anni ( così mi pare di aver capito), e il governo interplanetario ha catturato anche Yuki Kei, l'ultimo uomo del suo equipaggio ( uomo biondo e con una terza di reggiseno, ma vabbé).
Però, quattro spettrali figuri riemergono dal passato, ammazzano il professore Daiba, e torna Harlock, che intima al figlio del professore di slaire sulla sua nave, "Se vuoi diventare un vero uomo".
Non vedo l'ora di visionare anche gli altri quattro episodi.

La sera, non paghi, abbiamo scovato l'unico cinema dove proiettavano 'I Racconti di Terramare' di sera.
Ragazzi, andate.
Film del figlio di Miyazaki ( e io che sapevo che non avesse avuto eredi!), dotato della dleicatezza del padre, ma un po' insensato nella trama, visto che si lasciano alcuni passaggi per strada e alcune svolte narrative si perdono qua e là.
Vorrei leggere il romanzo da cui è tratta questa serie, ossia 'Earthsea' di Ursula K. LeGuinn, ma ovviamente è introvabile rpesso Feltrinelli. Malora!
Il 3 Maggio esce il dvd di "The Prestige", il 1° Maggio esce nella sale Spiderman, mentre il 4 è la volta di "La Mome" da noi "La Vie en Rose" dedicato alla rocambolesca vita di Edith Piaf. Qualcosa mi dice che anche il prossimo finesettimana sarà all'insegna delle luci spente e del popcorn da mangiucchiare al buio!
Autore: GoldFrancine | Data: lunedì, 30 aprile 2007,
15:16 | cinema, la mamma dei cretini
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