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Come sei
Hey girls, hey boys, Superstar DJ's, Here we go!
La sala è gremita. Brusio, rumori e gente che aspetta.
Il palco è vuoto, l'occhio di bue illumina un microfono che svetta solitario e nero contro la luce bianca e asettica.
Aspettano. Aspettano e osservano il palco con lo sguardo fisso, in attesa che sbuchi qualcosa dalle quinte.
E quel qualcosa, sono io.
Francine.
Vivo cantando le mie storie al suono della mia chitarra, spingendomi con i miei stivali e il mio fido morello in quelle terre oltre la frontiera e in quelle in cui il Mondo non è andato avanti, con il plettro al collo e tanta voglia di raccontare, raccontare, raccontare.
Le mie corde sono la lingua italiana, la buona scrittura mi fa da accordo e la continua ricerca della perfezione è il mio demone.
Sono una creatura senza tempo conosciuta con molti nomi, secondo la lingua dei paesi che ho visitato, ma, alla fine, essi riportano tutti a me.
A Francine.
Francine che imbraccia la chitarra e sale sul palco.
Lo spettacolo ha inizio.
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Autore: GoldFrancine | Data: domenica, 03 agosto 2008,
13:08 | cinema, canzoni, youtube
Quanti commenti ci sono?
E va bene. Iron Man. Nelle sale dal primo di Maggio. Con un fidanzato amante dei Comics, è giocoforza essere trascinata a vedere Tony Stark combatere dentro la sua (fichissima) armatura rosso e oro. Oddio, devo ammettere che Tony, alla fin fine, mi sta anche simpatico. Certo, da piccola rosicavo tantissimo quando, nonostante apparisse la testolina dell'Uomo Ragno accanto al titolo "MARVEL COMICS" mi dovevo sorbire i cartoni animati di Capitan America, Thor, e Hulk, probabilmente quello che detestavo più di tutti. (Stranamente non storcevo la faccia davanti a Submariner. Strano, eh?)
Tuttavia, Iron Man era uno dei meno peggio, Tony mi stava anche simpatico (almeno fino al capitolo disgraziato di "Civil War") e il suo costume mi ricorda quello di Johnny Cypher (sì, quello con la manopola da forno sul petto). Così, anche sapendo che la faccia gliel'avrebbe prestata Robert Downey Jr, ho stretto i denti all'idea che Pepper l'avrebbe interpretata la Paltrow (incredibile! Riesce ad essere lagnosa com'era Pepper!) e mi sono seduta.
E il film è davvero bello. Bello, bello, bello. E, soprattutto, godibile anche da chi non conosce vita, morte e miracoli di Iron Man, tipo la sottoscritta, e tipo quei mediocri cialtroni uikipediani ( per intenderci, sono quelli che millantano di aver letto gli X-men negli anni '80, ma non cascano dal pero quando citi il celeberrimo "Face it, tiger!". Forse perché su Wikipedia non c'era ancora?) che sicuramente si sentiranno in dovere di dire la loro sulle acrobazie di Tony.
Non rivelo nulla nulla nulla sulla trama, anche se chi conosce Iron Man una vaga idea ce la può avere, ma mi limito a sottolineare come le citazioni che appaiono qua e là non siano autoreferenziali e nerdate fini a loro stesse, quanto degli agganci con gli altri due film che sono in preoparazione. (una per tutte, Rhoodey quando guarda l'armatura argento e dice "un'altra volta".)
Bella colonna sonora, bel cast, buonissimo doppiaggio e la mega chicca finale che appare dopo i titoli di coda.
Nel film non si fa che parlare dello S.H.I.E.L.D. E dopo che Tony fa la sua solita cappellata (guascone come si rispetti), chi volete che appaia nella sua lussuosissima villa di Malibù?
Sì, esatto. Lui. ma in versione Ultimates.
Siete pronti al toto-Avengers?

Autore: GoldFrancine | Data: mercoledì, 07 maggio 2008,
09:17 | cinema, comics
Quanti commenti (6) ci sono?
Autore: GoldFrancine | Data: giovedì, 18 ottobre 2007,
12:23 | cinema
Quanti commenti ci sono?
Autore: GoldFrancine | Data: martedì, 25 settembre 2007,
22:05 | cinema, canzoni
Quanti commenti (5) ci sono?
Ridere è la migliore medicina Come molti di voi sapranno, negli Stati Uniti d'America il Sistema Sanitario nazionale è retto in buona parte ( se non del tutto) dalle Assicurazioni private.
In pratica, la sanità non è gratuita come da noi, tutt'altro: la tua compagnia assicurativa ti garantisce le prestazioni sanitarie, se la malattia rientra tra quelle coperte dalla tua polizza.
Il documentario si apre, appunto, con due storie di persone che non ce la fanno a pagare un premio assicurativo, e le loro storie ( allucinanti) in merito.
Ma questo documentario non è dedicato a chi non ce la fa, ma a quei cittadini che hanno creduto all'american way of living, e che si sno ritrovati con la carota in quel posto.
Tra infanti morti, volontari di Ground Zero affetti da varie patologie respiratorie, mentali e altro che non sto qui ad elencare, Michael Moore mostra all'America come non solo le polizze sanitarie non fanno altro che ingrassare i soliti maiali grassi ( e il più grasso di tutti indovinate un po' qual è? Esatto...), ma come altri sistemi siano non solo fattibili, ma vincenti.
Ed ovviamente, quali paesi sono presi sotto esame?
Il Regno Unito, la France e... Cuba.
Altro non vi racconto, così da non rovinarvi l'eventuale visione di questo documentario.
Dal canto mio, ho trovato alcuni passaggi geniali, alcune scelte e le facce del regista divertentissime. L'unica pecca è lo scivolone verso il pietismo che già aveva fatto la sua comparsa in "Fahrenheit 9/11". La sofferenza della gente supplisce alcuni dati infondati ( se la famiglia media francese ha un reddito pari a quello della coppia campione del documentario, allora le proteste delle Banlieu? Come si spiegano?), e gettarla sempre sul politico per attaccare un'amministrazione che, invece, è uscita rafforzata dal tuo ultimo documentario non sempre può risultare una scelta vincente.
Resta, comunque, un buon prodotto, ed un modo per trascorrere due ore e mezzo pensando.
A voi la parola.
Autore: GoldFrancine | Data: lunedì, 27 agosto 2007,
21:24 | cinema, la mamma dei cretini, stranezze stranissime
Quanti commenti (11) ci sono?
Autore: GoldFrancine | Data: lunedì, 09 luglio 2007,
11:06 | cinema
Quanti commenti (13) ci sono?
Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien
Ni le bien qu'on m'a fait, ni le mal
Tout ça m'est bien égal
Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien
C'est payé, balayé, oublié
Je me fous du passé
Avec mes souvenirs
J'ai allumé le feu
Mes chagrins, mes plaisirs
Je n'ai plus besoin d'eux
Balayés mes amours
Avec leurs trémolos
Balayés pour toujours
Je repars à zéro
Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien
Ni le bien qu'on m'a fait, ni le mal
Tout ça m'est bien égal
Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien
Car ma vie
Car mes joies
Aujourd'hui
Ça commence avec toi
Autore: GoldFrancine | Data: domenica, 20 maggio 2007,
23:00 | cinema, canzoni
Quanti commenti (2) ci sono?
In questi giorni mi sto drogando con degli episodi fansubbati di Mazinkaiser.
La mattina, mentre prendo il caffè e poi lavo i piatti, mi sparo anche cinque episodi insieme di qualcosa da guardare, così unisco l'utile al dilettevole.
Ho momentaneamente sospeso "Ruy piccolo Cid" perché stavo iniziando a detestare lo spagnolo ( sì, li ho solo in spagnolo. Ed è un'edizione Deluxe... groan), quindi, vai con le viti, i bulloni e i tamarri a bordo di robot giganti.
Il Character design è accattivante, con corpi magri e slanciati, che rendono giustizia anche a Tetsuya ( che nella serie originale era una specie di comodino ambulante), ma lo detesto perché mi ha reso graziosa Jun.

In tutto ciò, tempo fa, in preda ad uno smadonnamento cosmico, mentre vagavo per la Città Eterna dolendomi perché le biblioteche comunali hanno la bella pensata di restare chiuse il lunedì mattina, entro da Feltrinelli a viale Giulio Cesare per smaltire un po' la rabbia.
Grosso sbaglio.
Entro e trovo, nello scaffale fantascienza due libri dedicati ai robottoni.
Il primo è un saggio sull'impatto che Goldrake ha avuto in italia, sia dal punto di vista comunicativo che di costume.

Il testo s'intitola "Ufo Robot Goldrake" ed è scritto da Claudio Montorsi, laureato al DAMS che pare affronti l'argomento con freschezza e competenza.
Pare, perché io, brava bestia che sono, ho preso in mano l'altro libro.
"Actarus- la vera storia di un pilota di robot", scritto da Claudio Morici.
Cos'è 'sta roba? Un saggio? Una Tesi di laurea allungata?
No.
È un romanzo su Goldrake. In pratica una fanfiction non autorizzata ( e che ha fatto anche guadagnare soldini al signore di cui sopra) che prende in giro Actarus e il modo di fare un po' troppo perfettino del dottor Umon e della base Supersegreta.
È una parodia, ok; ma da amante dell'universo nagaiano, m'incazzo quando non vedo uno straccio di credito, uno che fosse uno, sia a Nagai, che a Komatsubara e Araki.
Passando ad altro, ho visto "Number 23".
Non racconto nulla della trama, lo giuro; spendo due parole due per segnalare come Jim Carrey sia non solo poliedrico e bravissimo, ma come anche la trama sia un continuo divenire. Da un passaggio impercettibile all'altro, la storia cambia, rielabora se stessa fino al finale spiazzante.
Lì per lì, tutte le teorie sul numero ventitrè che compare ovunque, almeno a detta dei protagonisti, sembrano tirate in mezzo per i capelli. Che siano pure e semplici ossessioni.
L'ennesimo thriller numerologico?
Voi acquistate il biglietto, al pop-corn penserà sicuramente qualcuno.
Autore: GoldFrancine | Data: venerdì, 11 maggio 2007,
01:04 | cinema, so 80s, nagai
Quanti commenti (14) ci sono?
Il fine settimana comincia il venerdì sera.
D'accordo con un'altra coppia di amici, acquiostiamo i biglietti per il secondo spettacolo, andiamo a cena nel ristorante cinese di fronte al cinema, e accendiamo un cero a Terenzio affinché la serata sia propizia.Perché?, vi starete chiedendo. Semplice: siamo andati a vedere "Epic Movie", che veniva pubblicizzato come un film del regista di "Scary Movie".
Sì, ma quale "Scary Movie", i primi due episodi mosci mosci, oppure il fenomenale terzo e il divertente quarto?
Abbiamo acceso un cero a Terenzio e pregato dentro di noi che si trattasse del secondo caso.
La nostra preghiera è stata accolta da Plauto.
Ma andiamo con ordine.
Il suddetto Cineplex si trova sotto casa della sottoscritta, ed io abito in periferia.
Va da sé l'equazione: venerdì+prima uscita+periferia= sala gremita di coatti.
Ed infatti i soggetti che avevamo davanti erano assurdi.
Premetto che TUTTI durante la proiezione della pubblicità e dei trailers cinematografici parlavano con l'amico sistematicamente seduto dal lato opposto della fila.
Premetto anche che in ogni cinema che si rispetti, fatte eccezioni per quelle poche sale, il posto assegnato è specificato tramite una sigla alfanumerica, dove in genere la lettera indica la fila e il numero il posto.
Sala 5 I9, indicherà un posto all'interno della sala numero 5, nella fila I al seggiolino numero 9.
Non è difficile, no?
Come la battaglia navale, chi non ha mai gridato G6, cui in genere si rispondeva 'colpito', oppure 'colpito e affondato' oppure 'acqua' ( alla sottoscritta rispondevano sempre acqua)?
Ora, davanti a noi c'erano quattro soggetti di difficile inquadramento. Erano troppo stupidi per essere dei coatti. Troppo malvestiti per essere degli zori. Troppo... troppo decerebrati per poter circolare a piede libero.
Iniziano le pubblicità ed appare quella dell'automobile sullo sfondo della canzone "Meravigliosa Creatura" della Nannini.
Questi tizi, condensati nel fighetto magrolino, cantano a squarciagola, dimenandosi come forsennati.
Arriva il trailer del film "Transformers", e tutta la sala a chiedersi a voce alta "Oddio, ma che sarà mai?", e in questo tenete presente che l'età media si aggirava attorno ai diciotto anni, grazie anoi quattro e a pochi altri vicini alla trentina, talmente idioti da andare il venerdì sera nell'habitat del coatto locale.
Quindi, tornando indietro a bomba, chi di loro poteva conoscere i Trasformers, alias Megatron e Commander ( aka Optimus Prime)?
Il fighetto decerebrato di cui sopra, vestito di nero dalla testa ai piedi, urla "Aò, ma è er firme de li Paue Renge... Daje Paue Rengeeee!!!!!" dimenandosi come un capitone preso al laccio.
A quel punto, il mio cervello ha proiettato le immagini della rissa che ne sarebbe seguita: io che insultavo il coatto, gli amici che intervenivano e il mio fidanzato - poveraccio - che cercava di salvarmi da quelle furie analfabete.
Ma all'improvviso, la svolta. Lassù qualcuno mi ama, perché si sono appropinquati trulli trulli sei ragazzi intimando ai coatti di cui sopra di cedere loro i posti, poiché erano quelli loro assegnati.
Capite?
Il codice alfanumerico era troppo difficile da leggere, così i cretini di cui sopra si sono imbucati nel primo posto di loro gradimento.
Ovviamente hanno protestato pur essendo in torto, adducento risposte come "Aò, ma che cazzo voi, so arivato prima io, a stronzo, bla bla bla". Al chè, il primo di fila degli altri sei ha elegantemente aggiunto "Chiamo la maschera e vediamo?", cui i coatti non hanno replicato.
Probabilmente, non sapendo chi o cosa fosse questa maschera, hanno deciso di alzarsi e di andarsee avanti, senza preoccuparsi di guardare i posti loro assegnati alla biglietteria.
Dio mi ama!
Peccato che l'amore si sia esaurito lì, perché il film è una mezza sola.
Il regista era, ovviamente, quello dei primi due "Scary Movie", visto che le battute erano tutte a sfondo sessuale/boccaccesco e con delle idiozie degne dei coatti di cui sopra.
La trama non ve la spiattello, visto che non c'è: è una rivisitazione di "Narnia" grazie ad altre parodie( Se la volete, la trovate qui.).
La più riuscita, oltre all'Harry Potter vecchio, è quella di X-man. L'attore che interpreta Ciclope è U-gu-a-le all'attore della trilogia sui mutanti. E questo fa riflettere.
Se amate questo genere di idiozie ( a cui mette fine Jack Squallor passando con la sua ruota da mulino), andate, anche se vi consiglio di sfruttare gli spettacoli del mercoledì e/o del primo pomeriggio.
Almeno pagate meno...
Sabato, invece, dopo una giornata casalinga che più casalinga non si può, è la volta di una pietra miliare del cinema.
Sto parlando di "Rashomon" del compianto Akira Kurosawa.
Capolavoro assoluto, un racconto sul racconto in cui avviene un omicidio, ma, mentre in tutti gli altri gialli gli imputati cercherebbero di assolvere loro stessi dall'accusa, tutti i coinvolti si attribuiscono la responsabilità dell'accaduto, generando tre evrsioni differenti. Quattro, se si aggiunge la versione di un testimone oculare che ha denunciato il fatto, ma ha omesso di aver visto con i propri occhi come si sono svolti gli eventi.
Sembrerebbe, quindi, che la versione più attendibile e vicina alla verità sia quella del taglialegna, testimone oculare; ebbene anche di lui si può dubitare, in quanto non completamente sincero, visto che ha omesso alcuni particolari relativi ad un pugnale di grande valore.
Dov'è, dunque la verità?
Ci si può fidare del prossimo?
Perché anche i morti mentono?
Come faccio io a credere negli altri?
Il monaco, cui il taglialegna racconta la vicenda, decide di fidarsi del suo prossimo, dimostrando che c'è comunque possibilità di redenzione e pentimento per chiunque.
Domenica, invece, prima di giocare e massacrarci di botte a "City of Villains", io e l'amato bene ci siamo sparati il primo episodio della nuova serie dedicata al capitano più figo, tenebroso e magro dello Spazio: Capitan Harlock.
Che, in copertina, è chiamato stranamente Herlock.
Non fidandomi, ci siamo visti la prima puntata, dove non ci si capisce moltissimo, ma i semi sono ben sparsi per appassionare lo spettatore: Harlock è sparito da cinque anni ( così mi pare di aver capito), e il governo interplanetario ha catturato anche Yuki Kei, l'ultimo uomo del suo equipaggio ( uomo biondo e con una terza di reggiseno, ma vabbé).
Però, quattro spettrali figuri riemergono dal passato, ammazzano il professore Daiba, e torna Harlock, che intima al figlio del professore di slaire sulla sua nave, "Se vuoi diventare un vero uomo".
Non vedo l'ora di visionare anche gli altri quattro episodi.

La sera, non paghi, abbiamo scovato l'unico cinema dove proiettavano 'I Racconti di Terramare' di sera.
Ragazzi, andate.
Film del figlio di Miyazaki ( e io che sapevo che non avesse avuto eredi!), dotato della dleicatezza del padre, ma un po' insensato nella trama, visto che si lasciano alcuni passaggi per strada e alcune svolte narrative si perdono qua e là.
Vorrei leggere il romanzo da cui è tratta questa serie, ossia 'Earthsea' di Ursula K. LeGuinn, ma ovviamente è introvabile rpesso Feltrinelli. Malora!
Il 3 Maggio esce il dvd di "The Prestige", il 1° Maggio esce nella sale Spiderman, mentre il 4 è la volta di "La Mome" da noi "La Vie en Rose" dedicato alla rocambolesca vita di Edith Piaf. Qualcosa mi dice che anche il prossimo finesettimana sarà all'insegna delle luci spente e del popcorn da mangiucchiare al buio!
Autore: GoldFrancine | Data: lunedì, 30 aprile 2007,
15:16 | cinema, la mamma dei cretini
Quanti commenti (14) ci sono?
Je dois voir ce film. Pas question!
Autore: GoldFrancine | Data: lunedì, 16 aprile 2007,
22:23 | cinema, canzoni
Quanti commenti (2) ci sono?
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